Slot machines: a Las Vegas diventano un’esperienza di gruppo

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I casinò terrestri tentano di attrarre anche i giovani

Pare proprio che negli USA i millennials, così vengono definite le nuove generazioni degli anni duemila, non frequentino tanto i casinò quanto i loro genitori o nonni. Così che il Caesars Entertainment Corp. di Las Vegas sta cercando di attirare i giovani giocatori, provando a convincerli che il casinò sia davvero cool e che le slot machines al suo interno siano molto simili ai giochi sullo smartphone. Così i nuovi giochi sfidano i giocatori a trovare parole nascoste su una lavagna o collegare i gusti dei succhi di frutta in un bar virtuale. Il gioco d’azzardo viene trasformato da gioco solitario in un gioco di gruppo, in Grab Poker infatti sono quattro le persone intorno a uno schermo che premono pulsanti e gareggiano tra loro. Nei piani del Caesars c’è l’intenzione di stanziare sei nuovi dispositivi per venticinque giocatori nel suo Harrah’s resort vicino San Diego e altri nelle altre proprietà di Las Vegas entro il 2017. Se quindi tipicamente le slot machines nascono per essere un’esperienza solitaria, con le nuove slot l’esperienza diventa comunitaria: i giochi infatti sono stati creati per essere praticati in gruppo con gli amici. I giochi della Gamblit inoltre sono stati appositamente disegnati per offrire una serie di tante piccole vincite piuttosto che un grande jackpot.

Slot online o gioco di gruppo?

Ci sono moltissimi Casinò che stanno cercando il modo di attirare le nuove generazioni anche nelle sale da gioco reali, seguendo il successo ottenuto dalle slot online o dalle roulette TV. Per esempio Las Vegas Sands Corp. lo scorso luglio ha installato, nel casinò in Pennsylvania, un sistema di gioco basandosi sulla tipologia dei posti a sedere nello stadio. I giocatori scommettono basandosi su carte distribuite dal vivo da negoziatori al centro di un pavimento circolare, un giusto compromesso che alcune persone trovano meno inibitorio che stare allo stesso tavolo con sconosciuti. “Questo dà ai giocatori un po’ di tempo per imparare i giochi senza sentirsi come se stessero commettendo un errore e facendo qualcosa di sbagliato” dice Mark Juliano, presidente del Sands Behlehem. Pare proprio che il mondo dei casinò, talvolta zoppicante, si stia dando un gran da fare per diventare il più attraente possibile per i giovani, in un momento che di certo non rappresenta il periodo d’oro per il gambling.

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