Alessandro Bastoni: una garanzia di rendimento nel giro di due anni

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Perché tenerlo d’occhio

Esordire in Serie A quando hai 17 anni, giocare un’ottima partita da difensore centrale e farlo in una squadra che i giovani li valorizza eccome: Alessandro Bastoni è l’ultimo calciatore di una nidiata che mai delude, quella dell’Atalanta. Un ragazzo che ha un legame speciale con una persona che non c’è più (una sua amica d’infanzia, Agnese, che se n’è andata via troppo presto), un giocatore squisito e una brava persona. Nato nell’aprile del 1999, Alessandro comincia a tirare calci a pallone in una piccola squadra, la Cannatese, allenata dal papà. A 7 anni entra già nel vivaio dell’Atalanta, un po’ per meriti e un po’ per conoscenze: l’osservatore che lo segnala è Franco Maffezzoni, padre di una sua compagna di classe.
La trafila in nerazzurro dura 10 anni, scalando squadre e campionati giovanili, fino all’esordio in Coppa Italia contro il Pescara e alle panchine in Serie A, cui segue la prima presenza: domenica è sceso in campo, a sorpresa, contro la Samp. E sembrava già un giocatore esperto e avvezzo al calcio “vero”.
Anche in azzurro Bastoni ha saputo farsi valere: ha giocato con tutte le squadre dall’Under 15 all’Under 18 di cui è stato designato capitano.

Dicono di lui

Difensore centrale mancino, longilineo (è alto 190 cm) e abilissimo nella gestione della palla. Pulito in marcatura, è il giocatore che imposta l’azione già dalla linea difensiva sia giocando sul breve, sia lanciando lungo in caso di necessità. Bravo in fase offensiva, soprattutto di testa: nei campionati giovanili ha segnato diversi gol (addirittura 9 nella stagione dei Giovanissimi Regionali).Per adesso è bene che maturi ancora un po’ e l’ambiente dell’Atalanta è sicuramente l’ideale. In ottica futura: viste le sue qualità in fase d’impostazione potrebbe diventare il nuovo Bonucci e finire alla Juventus o, magari, potrebbe essere uno dei colpi giovani e azzurri dell’Inter targata Suning, un miscuglio di gioventù e fuoriclasse (secondo le promesse e le premesse). Valter Bonacina, allenatore Atalanta Primavera: “È un difensore prezioso in fase di possesso, capace di impostare la manovra e abile anche nel lancio lungo quando serve. Molto bravo nel gioco aereo, avrà tempo di completare la maturazione fisica a livello di forza e raggiungere un livello ancora più alto”. 

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