Antonio Conte: un martello in panchina

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Da calciatore un Conte tutta fame

Antonio Conte non lo scopriamo oggi. Da quando è salito alla ribalta nel mondo calcistico da professionista, nel lontano 1985, tutti riconobbero in lui un vero e proprio leone nel campo tanto da fargli vestire pochi anni dopo la maglia della Juventus con la quale vincerà tantissimo (indossando anche la fascia da capitano, meritata proprio per la sua “fame” in senso sportivo che dimostrava di avere in ogni partita che giocava) sfiorando la vittoria della Champions League persa in finale contro il Milan e il mondiale con la nazionale italiana sconfitta dal Brasile nell’edizione USA 1994.

L’apprendistato come secondo di Gigi De Canio

Conte alla fine della sua gloriosa carriera nel 2004 non poteva non mettere la sua grinta e il suo carisma al servizio di altri calciatori ed ecco che l’anno dopo, rifiutando carriere dirigenziali offerte proprio dai bianconeri, si trova a sedere sulla panchina del Siena come vice di Gigi De Canio. Dopo una sofferta salvezza l’anno successivo Conte trova ad Arezzo il primo ruolo da allenatore ma le cose non vanno bene e dopo 5 pareggi e 4 sconfitte che segnano un ultimo posto in solitario per la squadra toscana, viene esonerato.

Le esperienze Bari, Atalanta, Siena e Juventus

La sua caparbietà è nota a molti e non passa tempo che a Bari vieni chiamato per sostituire Materazzi: la seconda esperienza da allenatore in serie B è di sicuro più fortunata ed infatti i Galletti si salvano con netto anticipo. Ma l’anno successivo, sempre a Bari Conte inizia la sua striscia di successi e grazie ad una tattica calcio rivoluzionaria (il 4-2-4), che ha come base solida la fase difensiva, a differenza di quanto visto con Zdenek Zeman, tanto da riportare la squadra del capoluogo pugliese in serie A con quattro giornate di anticipo.

Conte però non accetterà di allenare il Bari in serie A rescindendo il contratto per passare all’Atalanta e sostituire Gregucci esonerato. Anche a Bergamo l’avventura finisce ben presto con le sue dimissioni nel gennaio 2010, anno in cui l’allenatore accetterà il progetto del retrocesso Siena in serie B con la quale conquisterà promozione e, sopratutto la chiamata dalla Juventus.

Le vittorie torinesi di Conte

A Torino Antonio Conte si trova una situazione disperata con un club allo sbando: la sua voglia di ottenere successi però stravolgerà ogni cosa e gli frutterà in 3 anni la vittoria di 3 scudetti consecutivi e due Supercoppa Italiana, oltre a diversi riconoscimenti come miglior allenatore italiano.

Il suo addio alla Juventus nel 2014 sembra un fulmine a ciel sereno per i media e l’ambiente bianconero: Conte è alla ricerca di nuovi stimoli che arrivano pochi mesi dopo dalla chiamata come allenatore della nazionale Italiana che traghetterà agli Europei di Francia nel 2016 dove riuscirà ad arrivare fino ai quarti di finale nonostante tantissime difficoltà della vigilia tra cui l’ufficialità del suo passaggio come tecnico, alla squadra inglese del Chelsea.

Il presente: avventura Chelsea

Da Luglio di quest’anno Antonio Conte siede quindi sulla prestigiosa panchina del Chelsea che dopo alcuni periodi di insuccessi, ha individuato nell’allenatore di Lecce un vero e proprio martello con in testa la vittoria. L’inizio non è dei migliori il Chelsea parte bene ma subisce diverse sconfitte che lo allontanano dalla vetta. La forza interiore di Antonio Conte sarà la benzina che rimetterà in forza i suoi i quali a tutt’oggi occupano il primo posto in classifica della Premier League.