Antonio Negro: il bomber di Marcianise pronto a spiccare il volo

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Le giovanili e l’approdo a Napoli

Nato il 10 Giugno 1998 a Marcianise in provincia di Caserta, Antonio Negro cresce dai sette ai tredici anni nell’ADS Recale 2002. Nel 2011 si trasferisce all’A.S.D. Maurizio Lanzaro. Proprio nella scuola calcio gestita dal fratello dell’ex calciatore di Reggina e Real Saragozza Antonio si fa notare dagli addetti lavori con una media di 30 gol a stagione nei Mini Giovanissimi e Giovanissimi regionali. Tanti sono i club a seguirlo e in particolare Roma, Fiorentina, Lazio, Milan, ma è il Napoli a spuntarla nel 2012 portando in azzurro il centravanti casertano. La prima stagione nel Napoli con i Giovanissimi Nazionali è positiva, perchè Antonio realizza 11 reti che gli garantiscono la convocazione nell’Italia Under 15. L’anno successivo non è completamente positivo per Negro che nonostante sia sotto età fa il balzo negli Allievi Nazionali raccogliendo solo 7 presenze conditi però da ben 4 gol. L’annata 2014-2015 è ricca di soddisfazione, perchè il giovane azzurrino ha l’opportunità di far bene con gli Allievi, ben 11 i gol con la compagine di Liguori e di esordire in Primavera con il Crotone, realizzando tra l’altro il gol della vittoria degli azzurrini.

Pregi e difetti da migliorare

Nella stagione attuale Negro spicca il volo con Saurini che decide di puntare pienamente sul bomber degli Allievi che lo ripaga con 22 gol e 4 assist in 24 presenze stagionali. Bottino di gol che gli permettono di vincere la classifica marcatori del Girone C. Ma non finisce qui perchè Antonio viene notato anche dal mister della prima squadra Sarri, che lo convoca per la prima volta per la trasferta in Europa League contro il Bruges senza però concedergli l’esordio. La caratteristica principale di Antonio Negro è sicuramente un innato senso del gol che ha negli anni affinato come testimoniano i 22 gol di quest’ultima stagione. Alto 1,87 m per 80 kg è un centravanti moderno dotato di un ottimo colpo di testa e di un destro preciso che sa far male ai portieri avversari. Deve migliorare ancora in alcuni fondamentali della tecnica di base, nella coordinazione e nella capacità di stare sempre dentro partita, tende talvolta a dimenticarsi del pressing sui difensori avversari limitandosi solo alla finalizzazione negli ultimi trenta metri. Il suo profilo è, però, molto interessante, si tratta di un giocatore di prospettiva, con un repertorio abbastanza completo: bravo di testa, sa sia attaccare lo spazio che fare un buon lavoro da boa, è destro ma riesce a cavarsela anche con l’utilizzo del piede debole.

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