Arturo Calabresi: il difensore romano destinato a fare carriera

arturo-calabresi

Un debutto sempre rimandato nella Capitale

“E’ vero, quel pareggio è stato fondamentale per la salvezza del mio Brescia. Avevo tre esordienti e tre quarti di difesa fuori, siamo finiti sotto di un gol e poi ha sbagliato lo Spezia che ha pensato di averla già vinta. Il gol fantasma di Granoche? Senza tecnologia, capita anche questo”. C’è l’impresa della Spal e c’è l’impresa di Gigi Cagni, costruita in casa propria dove essere profeta è per definizione sempre più complicato. Sono due delle copertine della scorsa stagione di serie B. Il 67enne Cagni che trascina alla salvezza una truppa di ragazzini che a un certo punto sembrava non averne davvero più. “Ho lavorato sul fisico e ovviamente sulla testa. Basta possesso palla, più verticalizzazioni. E’ una moda che secondo me passerà presto, anzi sta già passando”.
Tra quella sfilza di under di grande prospettiva c’era anche Arturo Calabresi, nuovo difensore dello Spezia, che Cagni ha schierato ogni volta che ha potuto da titolare. “Perché come difensore è fortissimo. Avevo Calabresi e avevo anche Romagna, che poi è andato a fare il mondiale under 20 con merito. Io però se dovessi scegliere tra i due, sceglierei sempre il primo. Romagna è più pronto di testa, ma come difensore puro per me Calabresi ha qualcosa in più. Entrambi faranno una grande carriera. E’ bravo sia da centrale che da terzino, nella difesa a tre è l’ideale”.

Il meritato riconoscimento allo Spezia

Le due stagioni a Brescia sono state importanti per il romano, che ha salutato la Leonessa su Instagram appena saputo del trasferimento nel Golfo dei Poeti. “Dopo due anni meravigliosi sento di dover ringraziare la società Brescia Calcio che mi ha adottato senza mai farmi mancare nulla nè dal punto di vista professionale nè tantomeno da quello umano”. Una palestra per tanti giovani, lo Spezia che cercava un difensore giovane ma già svezzato in cadetteria ha guardato subito da quelle parti. “Ho giocato una partita con un’età media di 20,1 anni – ricorda Cagni – In pratica avevo solo Caracciolo, il secondo più anziano era Minelli. Non c’erano né Pinzi né Mauri”.
Non solo Calabresi, Cagni conosce bene anche Nicolas Giani, altro giocatore in dirittura d’arrivo per Fabio Gallo, avendolo allenato nella stagione precedente alla panchina aquilotta. “L’ho avuto a Vicenza nel 2011, io lo facevo giocare come terzino sinistro nella difesa a quattro. E’ un giocatore molto forte fisicamente, molto scafato. E poi viene da un campionato vinto, sono cose che fanno aumentare l’esperienza. Prendere un calciatore che si sente vincente è sempre una buona idea”.

Leave a Response