Bryan Cristante: l’ex mai rimpianto dal Milan

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Il trasferimento in Portogallo

Centrocampista dai piedi buoni e dal fisico importante (186 cm), come ruolo Bryan Cristante può adattarsi bene sia come mezzala che come interno. Dal carattere introverso fuori dal campo, Bryan ha bruciato presto le tappe per arrivare nel calcio dei grandi. Nato in provincia di Pordenone, a S.Vito al Tagliamento, il 3 marzo 1995, Cristante dà i primi calci al pallone nella Sas Casarsa. All’età di undici anni va a giocare in Eccellenza per la Liventina Gorghense (società in orbita Milan), in Veneto e diventa il primo giocatore dilettante ad essere convocato in una rappresentativa nazionale (l’Under 15). L’avventura in rossonero inizia nel 2009/10, stagione in cui vince il Campionato Giovanissini Nazionali e realizza 8 reti. Nel 2010/11 sale negli Allievi Nazionali, nei quali è l’unico ’95 in una rosa di tutti ’94: nonostante sia più piccolo di un anno gli vengono affidate le redini del centrocampo e la squadra si aggiudica lo scudetto. La stagione seguente altro salto di categoria: la Primavera allenata da Dolcetti, nella quale diventa subito il leader. E proprio nel 2011, esattamente il 6 dicembre, viene convocato con la prima squadra per la trasferta di Champions League contro il Viktoria Plzen: Cristante ha la soddisfazione di entrare e giocare una decina di minuti, diventando a 16 anni il più giovane rossonero a giocare nella massima competizione europea. Il giovane friulano viene inserito stabilmente in prima squadra nella stagione 2013/14 e fa il suo esordio in A il 10 novembre 2013 a Verona contro il Chievo: trova la prima realizzazione nella massima serie contro l’Atalanta il 6 gennaio 2014, partita in cui gioca dal primo minuto.

Il rilancio

Bryan sembra avviato ad una brillante carriera in rossonero ma nell’estate che segue c’è il discusso trasferimento al Benfica, che lo acquista a titolo definitivo per sei milioni di euro. L’operazione creò una vera e propria sollevazione dei tifosi milanisti sui social networks, accusando Galliani & Co. di non dare fiducia ai giovani talenti della “cantera”. La sua esperienza in Portogallo però si rivela piuttosto deludente: in una stagione e mezza totalizza solamente 15 presenze ed un gol. Motivo per cui il ragazzo decide di rientrare in Italia, sempre in prestito, al Palermo prima ed al Pescara quest’anno, ma anche in Sicilia non si avvera la sperata espulsione e viene confermato il suo scarso utilizzo: 4 presenze in tutto. Il suo arrivo a Pescara lasciava presagire un repentino ritorno ad essere protagonista in una squadra di Serie A, ma nonostante 649 minuti giocati, spalmati in 9 presenze, le sue prestazioni non sono state sempre convincenti. Il tempo sembra dunque aver dato ragione a chi decise di non puntare su di lui e di utilizzare 6 dei 7 milioni spesi per strappare Jack Bonaventura all’Atalanta all’ultimo minuto di quella stessa sessione di mercato. Tanto ora c’è Manuel Locatelli a cui affidare le chiavi del centrocampo e per Bryan i rimpianti sono finiti da un pezzo.

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