Bryan Cristante: quando cambiare aria è sinonimo di rivalsa

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Lo snodo della carriera

Poco più di tre anni fa Bryan Cristante lasciava il Milan per 6 milioni di euro dopo aver giocato appena cinque partite, dividendo in maniera netta i tifosi, tra chi riteneva la cessione un’opportunità troppo vantaggiosa per non essere colta e chi invece gli avrebbe dato fiducia, vista la giovane età (19 anni) e le prospettive lasciate intravedere nelle poche apparizioni concesse. Cristante ha quindi vissuto esperienze deludenti, per motivi diversi, al Benfica, al Palermo e al Pescara, con presenze in campo sporadiche che non hanno aiutato a scoprire i margini del suo talento e a chiarire che tipo di giocatore fosse. Cresciuto nel Milan come centrocampista tecnico con un senso spiccato per la verticalizzazione, preciso sia sul corto che sul lungo, Cristante ha già dovuto riadattare molte volte le proprie qualità nel corso della carriera, in squadre piuttosto lontane tra loro per ambizioni e stili di gioco. I gol segnati, 8 in 26 partite finora con l’Atalanta, sono la parte più visibile della crescita di Cristante in questi mesi. Ne ha segnati ben 6 di testa, anche se non è riconosciuto come uno specialista e non viene utilizzato come un riferimento per il gioco alla Milinkovic-Savic o Fellaini, ad esempio. La dinamica è ricorrente: Cristante entra in area da dietro e gira in porta i cross da sinistra dei compagni. Contano di più il tempismo e il senso innato per gli inserimenti, insomma, che la sua altezza (186 cm). È comunque una minaccia sulle palle inattive: ha segnato 4 gol sugli sviluppi di un corner o di un calcio di punizione, situazioni nelle quali solitamente attacca il primo palo.

Dove può arrivare

Il sistema dell’Atalanta ha favorito la connessione molto forte con Gómez, da cui ha ricevuto 5 assist sugli 8 gol segnati. Oltre a battere i calci piazzati, il “Papu” è ovviamente il riferimento creativo della catena sinistra e con la sua qualità è l’incastro ideale del gioco senza palla di Cristante. La recente partita contro la Juventus ha dato un’altra dimostrazione del tipo di impatto che può avere la loro intesa. Gómez e Cristante hanno costruito un gol meno originale rispetto a quello col Palermo, ma forse più spettacolare: l’ex Milan colpisce infatti di testa in corsa arrivando da dietro con una forza e una precisione che non dà nessuna possibilità di intervento a Buffon. Gasperini ha utilizzato Cristante in diverse posizioni: da interno di centrocampo, ma anche da trequartista su entrambi i lati, senza particolari responsabilità creative, ma col compito di inserirsi negli spazi aperti da Petagna e di chiudere le catene di fascia da vertice alto, dando un’opzione ai compagni oltre le linee di pressione avversarie per facilitare lo sviluppo della manovra.

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