Cristiano Lombardi: sorridere davanti ad un destino imprevedibile e avverso

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I risultati dopo anni di sacrifici

Cristiano Lombardi è un ’95 come tanti. O almeno lo era, ma ci arriveremo poi. Roba di mercato. Anzi, roba di sogni. Crederci sempre. Perché Cristiano, ieri, era quasi fuori squadra. Ma tant’è, assist dal mercato. Imprevedibile. Che storie, no? Bielsa non arriva neanche a Fiumicino, richiamato Inzaghi in fretta e furia. Suo mentore, suo mister. Cristiano si allena da solo, prega e spera. Il telefono, però, non squilla quasi mai: “Nessuna offerta finora, siamo sempre qui”. Preoccupazione, ansia: come finirà? Infine la chiamata, quella che non t’aspetti. Toh, è mister Inzaghi: “Pronto Lomba? Allora? Ti ho convocato per il ritiro di Auronzo, preparati!”. Cris s’illumina d’immenso. E oggi, contro l’Atalanta, segna subito al suo esordio in Serie A: “Ero in ansia, non sapevo di dover partire titolare”. Sliding doors. Quando in un mese la tua vita cambia in meglio. “Numero 25!”. “Lombardi, grazie”. Raffica di emozioni, niente mercato. Scalata riuscita oggi, tutti in cima. Soddisfazioni. Con un occhio a papà Ezio e ai sacrifici di una vita: su e giù, ogni giorno. Viterbo-Formello-Viterbo, meno male che esiste il regionale. Ogni tanto Lombardi prende quello e ci mette un paio d’ore, tornare a casa è un po’ difficile. Con quella tratta non si arriva mai. Poi Cristiano è molto legato alle sue origini, semplice aneddoto : una volta, a causa del Torneo Wojtila, non riuscì ad andare alla festa di Santa Rosa – patrona di Viterbo, dov’è nato e cresciuto –  e ci rimase male. Sacrifici, appunto. E pensieri: specie per Maurizio, fratello maggiore che purtroppo non c’è più. Scomparso nel 2013, due giorni dopo l’esordio in Nazionale del “fratellino”. Ferite che non se ne andranno mai, ma si riparte. Ora il gol “è dedicato a lui”. Con la Primavera vince tutto, gli amici di sempre sono lì a dargli manforte: Filippini, Pollace, Ilari, Silvagni, Cataldi. Scudieri del pallone.

Un tifoso speciale

Poi Trapani, male: “Esperienza negativa, è stata anche colpa mia”. Umiltà. L’anno scorso Ancona nell’ultimo giorno di mercato, bene. Piazza scelta “per riprendersi la Lazio”. Esordio e gol, subito subito. Ma si infortuna al piede e ne segna solo 4 (e 2 assist). Tutto sommato, niente male. Obiettivo casa base, seguire l’idolo: “Mi ispiro a Candreva, maestro d’eccezione! Mi basterebbe essere il suo vice…”. Solo? Gli dice qualcuno: “Hai visto mai che niente niente…”. Profeti. Perché Sant’Antonio lascia la Lazio e Lombardi gioca al posto suo. Bene ad Auronzo, bene in Germania. Quattro gol alla Primavera. Inzaghi blocca la cessione in prestito, Sambenedettese e Reggina erano a un passo (e lo sono tutt’ora). Chance. Di mezzo, sempre il mercato. Keita fa i capricci, Anderson vince l’oro alle Olimpiadi e l’esterno non arriva. Non c’è nessuno. Solo lui, Cristiano Lombardi da Viterbo. Inzaghi non ha dubbi: “L’ho cresciuto, mi fido”. Lavagna che si illumina, lui è già “d’immenso”. E’ la sua giornata. Serie A, quel ragazzo non è più uno come tanti. Occhi al cielo poi, braccia in alto. E un bel grazie al suo primo tifoso che lo guarda da lassù.

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