Da Pavoletti a Vrsaljko: I nomi per un Napoli da scudetto

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Pavoletti e non solo per un Napoli da scudetto

Pochi club, probabilmente, hanno le idee più chiare del Napoli quando si parla di mercato di riparazione. E da settimane, non da oggi. Il buco che la società partenopea si è messa in testa di colmare, sin da quando Arkadiusz Milik si è fatto male con la propria nazionale, è uno e solo uno: il centravanti, nonostante un Dries Mertens da due gol a partita di media. E il centravanti, come si sa, sta per arrivare: è fatta per il genoano Leonardo Pavoletti. Basterà per tenere vive le ultimissime fiammelle di speranze scudetto? Difficile: 7 punti di distacco dalla Juventus al giro di boa, 7 punti che potenzialmente possono salire a 10, sono quasi una sentenza. Ma fare tutto il possibile per non gettare la spugna, quello sì è un obbligo. Colmando, se possibile, le ultime lacune di una rosa già irrobustita in estate, nonostante la partenza di Higuain. Una difesa che ultimamente fa acqua da tutte le parti è il vero punto debole di una squadra che, pur in mancanza di centravanti veri, ha al contempo il miglior attacco del campionato. I ko di Chiriches e Koulibaly, con il senegalese che a gennaio lascerà Napoli per andare a giocare la Coppa d’Africa, indurrebbero a pensare a un rinforzo di peso per un reparto che ha più quantità che qualità. Certo, come si diceva gennaio è gennaio: difficile che i grandi colpi si concretizzino qui. Ma se si pensa che il contratto di Gonzalo va a scadenza a giugno, e che i problemi con la Fiorentina sono ormai noti, l’occasione per De Laurentiis e Giuntoli potrebbe essere lì, sotto il naso. Anche se dipenderebbe tutto dalla contemporanea uscita di uno dei cinque centrali attualmente in rosa. Ancor meno semplice risolvere i problemi tra i pali: l’impreciso Reina è ormai più uomo spogliatoio che portiere completamente affidabile, ma al massimo arriverà un buon secondo (Sportiello?).

Rispunta l’ipotesi Vrsaljko

Vice-Hysaj cercasi. A Napoli a dire il vero non è una priorità, ma forse dovrebbe esserlo. Perché l’albanese, in barba al turnover sarriano, ha fin qui rifiatato pochissimo: non solo per il suo status di pupillo dell’allenatore, ma anche e soprattutto perché alle sue spalle c’è il vuoto, se si considera che Maggio ha 34 anni e non offre più garanzie ad alti livelli. Non è un caso che in estate il club avesse chiuso per l’arrivo dall’Inter di Davide Santon, poi bocciato alle visite mediche. E così il nome buono potrebbe essere proprio quello del “solito” Vrsaljko, in campo solo 180 minuti in Liga con la maglia dell’Atletico Madrid. Le controindicazioni non mancano: quando si parla di prestito gli spagnoli sembrano far finta di non sentire, e lo stesso croato in estate ha già snobbato apertamente il Napoli preferendo intraprendere l’avventura spagnola. Senza contare che, essendo già sceso in campo nella fase a gironi, il giocatore non sarebbe utilizzabile in Champions League. Opzione da non scartare a priori, però.

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