Daniele De Rossi: il “Capitan Futuro” simbolo della faccia buia di Roma

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Un futuro alquanto incerto

Una volta veniva chiamato ‘Capitan Futuro’, era considerato l’erede di Totti e tutti lo indicavano come un leader eterno per i colori giallorossi. Alla fine, è sempre restato all’ombra del numero 10, sostituendolo spesso, è vero, ma mai prendendone effettivamente il posto, soprattutto a causa della longevità del Pupone. La prossima estate Daniele De Rossi andrà in scadenza di contratto, e mentre tutti parlano ancora del rinnovo dello stesso Totti, quarantenne e simbolo del club nonostante tutto e tutti, lui rischia di trovarsi costretto a salutare la sua amata Capitale per accasarsi altrove. Lo ha detto spesso lui stesso: “Il mio contratto non è la priorità per il club” e questo è il motivo principale del suo possibile addio dopo anni di militanza. A Roma sarebbe disposto a prolungare dimezzando il proprio salario ancora al top tra i calciatori italiani, ma Pallotta e la società in generale non paiono così allettati da continuare insieme. De Rossi, pur essendo una vera e propria bandiera romanista, non è Totti.

Le sirene provenienti dagli Stati Uniti

Le sue magliette non sono le più vendute, la sua immagine non è considerata paritaria rispetto alla leggenda dell’amico Francesco. Dunque che fare? Dall’MLS arrivano sirene continue, tanto da portarlo perfino sulla home page del sito ufficiale della Lega statunitense. Il Toronto di Giovinco ci ha fatto più di un pensiero, ma anche l’Orlando City e il New York City di Pirlo si sono dette interessate. Sposare la causa USA potrebbe permettergli di guadagnare ancora sui 5-6 milioni a stagione e rendersi bandiera del nuovo che avanza, ovvero di un calcio che sta migliorando di stagione in stagione sfruttando sì l’esperienza dei grandi giocatori emigrati dall’Europa ma anche di giovani talenti da lanciare a livello internazionale. Lo stesso Pirlo gli ha parlato benissimo della MLS e se Pallotta dovesse continuare a latitare, l’addio potrebbe concretizzarsi senza troppi patemi. Da capitano del futuro a cessione senza strascichi. Un’evoluzione piena di controsensi, in perfetta sintonia con quello che è il modo di vivere il pallone in riva al Tevere.

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