Davide Merola: i nerazzurri potrebbero aver trovato l’erede di Icardi

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I numeri non mentono

Davide Merola nasce il 27 Marzo 2000 a Caserta. Inizia a tirare i suoi primi calci da giovanissimo nella Juve Sammaritana. E’ nel Capua però che, all’età di dieci anni, inizia a far sbocciare le sue importanti doti che gli permetteranno in seguito di  farsi notare da parecchi osservatori di tutta Italia. Davide dimostra subito di avere talento, e solo due anni dopo l’arrivo nel club campano, viene inserito con i classe ’98 nel campionato Giovanissimi Regionali. Seppur sotto età, Merola riesce a trascinare i suoi ai playoff a suon di gol, sfornando prestazioni di alto livello e diventando una sicurezza per mister e compagni. A questo punto è inevitabile che molte grandi squadre italiane inizino a studiare il giovane dodicenne: Roma, Juve, Milan e Napoli provano ad agguantare il bomberino che però, essendo sempre stato tifoso dell’Inter, non esita un attimo a decidere la sua meta. Dato che però un ragazzo di età inferiore ai quattordici anni non può trasferirsi in un club al di fuori della propria regione, i nerazzurri sono così desiderosi di averlo con sè e di utilizzarlo al più presto che sono disposti a portare a Milano anche la famiglia. Inizia così per Merola l’avventura all’Inter. Sa di avere addosso una maglia che pesa parecchio, ma ciò non lo condiziona minimamente e chiude la sua prima stagione mettendo a segno ben quarantuno reti. Si conferma l’anno successivo siglando altri ventinove gol e aggiudicandosi i premi come capocannoniere nella maggior parte di tornei disputati quell’anno, ad esempio il trofeo “Laura Nardoni” e “Lelasi”.

Si auspicano conferme

Oltre ad essere un rapace d’area ed avere uno straordinario fiuto del gol, Davide Merola è dotato di una grande rapidità e forza esplosiva. E’ impressionante la facilità con cui salta l’avversario e come si libera dalla marcatura per andare a concludere. Riesce a calciare molto bene e con gran facilità con il mancino, ma deve migliorare con l’altro piede però per essere ancora più completo. Non possiamo quindi recriminargli niente dal punto di vista individuale, che dovrebbe però essere accompagnato da un maggior sostegno alla squadra, curando quei movimenti senza palla necessari per aiutare i compagni. A parte questi minimi dettagli che verranno sicuramente migliorati con il lavoro e con l’esperienza, non azzarderemo se dicessimo che siamo in presenza di un ragazzo con delle doti che farebbero la differenza in molti club. A dimostrare il suo prodigioso bagaglio tecnico, arrivano i 17 gol in 19 partite in stagione e i 6 gol in 11 presenze in nazionale. Davide non deve però commettere l’errore di pensare di essere già arrivato, e prendere tutto ciò che ha fatto di buono fin’ora come punto di partenza, se vuole continuare a coltivare il suo sogno puntando sempre più in alto.

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