Davide Zappacosta: la capacità di farsi trovare sempre pronto al momento giusto

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Idolo Nedved

Un papà per allenatore. È partita così la carriera di Davide Zappacosta, terzino del Torino che si prepara a entrare di diritto tra i migliori giovani nel panorama del calcio italiano. Un’avventura iniziata con un sogno: la Juventus, la squadra che in famiglia tifavano tutti. Fin da quando, a 7 anni, ha iniziato a giocare nel Sora di papà Roberto che, ex calciatore, lo ha allenato nei giovanissimi: “È stato uno degli anni in cui ho giocato meno nella mia carriera – ha raccontato il classe ’92 -, voleva far vedere che non avvantaggiava suo figlio”. Da lì poi le strade dei due si sono separate. Prima l’Isola Liri e poi l’Atalanta si sono accorte delle qualità di Zappacosta. Ma il padre lo ha sempre seguito, continuando a dargli consigli. Nelle giovanili nerazzurre inizia a farsi conoscere come esterno alto, ma la grande occasione arriva ad Avellino, soprattutto grazie a Rastelli, con cui cresce e migliora anche in difesa. E in Irpinia arrivano anche il primo stipendio, con cui Zappacosta si compra una macchina, e le prime convocazioni con l’Under 21. La svolta è il ritorno a Bergamo, per assaporare da protagonista la Serie A. Con ottimi risultati. 29 presenze e tre gol, alcuni dei quali tornando a giocare esterno di centrocampo. Come il suo idolo di sempre, Pavel Nedved: “Mi piaceva come persona e come calciatore”, ha rivelato. “A lui ruberei tutto: grinta, completezza, determinazione e capacità di calciare con il destro e con il sinistro”.

Dalla panchina alla nazionale

Una grande annata, di cui si accorgono tante squadre. Tra cui la “sua” Juventus, pronta a prenderlo in un’operazione in sinergia con il Sassuolo e continuare a farlo crescere in Emilia. Ma i bianconeri non affondano il colpo e a sorpresa ad aggiudicarselo è il Torino. Primo anno non facile, con Giampiero Ventura che spesso gli preferisce Bruno Peres e lo manda in panchina. Nonostante questo, Conte lo chiama nella lista dei pre-convocati per Euro 2016. Zappacosta non parte per la Francia, ma è solo questione di tempo. In estate il Toro cambia completamente: via Bruno Peres, via Ventura. Mihajlovic  gli dà fiducia, l’infortunio di De Silvestri lo aiuta. E Zappacosta torna su alti livelli, tanto da meritarsi la chiamata di chi fino a pochi mesi prima non lo faceva giocare. E ora si prepara a esordire, la maglia azzurra numero 22 è pronta. A guardarlo ci sarà sempre papà Roberto: “Segue ogni mia gara, alla fine mi dice cos’avrei dovuto fare, cos’ho sbagliato. E poi, se me li merito, mi fa i complimenti”. Ha convinto Ventura, quasi la sua Juve. A Vaduz Zappacosta spera di fare lo stesso con suo papà.

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