Edoardo Soleri: il gigante dai piedi buoni matura a vista d’occhio

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Un’attitudine da goleador

Un ariete d’area di rigore col fútbol nelle vene, ecco come potremmo riassumere in breve le principali caratteristiche di Edoardo Soleri, puntero della Roma Primavera di mister Alberto De Rossi. Un’infanzia vissuta girovagando il mondo, inseguendo un sogno che assume le sembianze di un pallone di cuoio. Un ragazzo di buona famiglia, umile, cresciuto con sani principi e dedito al sacrificio. Edoardo è nato a Roma il 19 Ottobre del 1997, ma ad appena 3 mesi si trasferisce con la famiglia in Sudamerica, più precisamente a Buenos Aires, dove il padre, uno stimato manager, viene inviato per conto della Telecom. É proprio lì, tra le strade del barrioPalermo, il più grande della capitale nonché casa della borghesia, che Edoardo inizia ad inseguire i suoi sogni futbolistici. I genitori lo iscrivono ad una scuola calcio del quartiere, ma ben presto (a 4 anni) arriva il momento di rifar le valigie e rispolverare i passaporti: il padre ottiene un nuovo incarico a San Paolo, Brasile, e ovviamente la famiglia lo segue anche nella terra dell’ordine e del progresso. Soleri giocherà per alcune stagioni nel CF Jockey Club, una piccola società amatoriale con sede nel cuore di San Paolo, dove naturalmente inizierà a comprendere e assorbire il mantra del futebol verdeoro, creando le fondamenta del suo repertorio tecnico.

I retroscena

Insegnamenti che ancora oggi fanno la differenza quando scende in campo, dove unisce l’imponente fisico da classico terminale offensivo a ottime capacità palla al piede. Un insieme di qualità che lo rendono un pericolo di non poco conto per qualsiasi tipologia di avversario. Soleri entra nel giro degli Allievi Nazionali giallorossi, sotto la guida tecnica di Roberto Muzzi, alias 148 gol in carriera. Questo incontro professionale gli cambierà la vita per sempre, cambierà il suo destino. Il ragazzo infatti parte da centrocampista centrale ma viene impiegato col contagocce dal suo allenatore. Una situazione che sicuramente non ha mai reso felice nessun aspirante calciatore. Potrebbe abbattersi, direte voi. No, non Edoardo Soleri. Uno che negli spensierati anni fanciulleschi, dopo uno scontro di gioco, si è fatto cucire la testa per tornare in campo il giorno successivo. Muzzi ci lavora, come se stesse raffinando un diamante grezzo, sui campi di Trigoria. Poi la provocazione: “Devi giocare da punta, a centrocampo non farai mai strada“. E nonostante lo scetticismo iniziale, i risultati iniziano a vedersi fin da subito. Edoardo indossa i panni del puntero e – la sapete una cosa? – quel ruolo gli calza a pennello, gli riesce dannatamente bene.

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