Emanuele Giaccherini: una carriera da rilanciare al più presto

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Il salto in Inghilterra

Giaccherinho” (come lo chiamavano i suoi tifosi ai tempi del Cesena), nasce a Talla in provincia di Arezzo nel 1985. Il Cesena lo preleva nel 2002 dal Bibbiena, società affilata, salvo mandarlo in prestito nei due anni successivi al Bellaria Igea Marina. Dopo l’esperienza biennale al Bellaria, ecco un altro prestito, sempre in C2 al Pavia. Dopo questo girovagare infinito arriva il suo momento a Cesena, dove Bisoli gli concede fiducia e dove con il suo importante contributo riesce a portare i romagnoli in B e successivamente in A, realizzando in due anni 14 centri. Nell’agosto 2010 arriva anche il suo esordio nella massima serie all’Olimpico contro la Roma, mentre bisogna attendere tredici giorni per il primo centro contro il Milan, nell’esordio del Cesena in A davanti ai propri tifosi. La grande annata in maglia bianconera, convince la Juventus a prelevarlo in comproprietà per una cifra intorno ai 3 milioni di euro. Quell’anno il club piemontese allenato da Conte, vincerà lo Scudetto con Giaccherinho determinante in diverse occasioni. A fine stagione diventa “interamente” un giocatore della Juventus su forte insistenza proprio dell’allenatore pugliese per una cifra di quattro milioni e mezzo. Il secondo anno a Torino si conclude con il secondo scudetto consecutivo e con un’annata comunque importante (17 presenze e 3 gol); la Juventus lo cede però al Sunderland a fronte di un’offerta di 7,5 milioni di euro. L’esperienza inglese non è delle migliori, il calciatore non riesce ad integrarsi e in due anni raccoglie solo 43 presenze (molte partendo dalla panchina) e 5 reti. Il resto, ovvero Bologna, è un futuro tutto da scrivere. In nazionale finora ha collezionato 21 presenze realizzando 3 reti.

Le difficoltà a Napoli

Giaccherini nasce come ala, impiegabile sia sulla fascia destra che su quella sinistra. È dotato di un ottimo dribbling e grande velocità, caratteristiche che gli permettono di saltare facilmente l’uomo. Principalmente è un uomo assist ma vanta anche una buona capacità realizzativa grazie ai suoi inserimenti negli spazi. È un giocatore molto duttile, dato che può essere impiegato anche a centrocampo come mezzala. Nel Bologna di Delio Rossi verosimilmente verrà impiegato su una delle due fasce per un 4-3-3 che dovrebbe vedere sul lato opposto il francese Mounier, per garantire rifornimenti costanti al colpo dell’estate rossoblù Mattia Destro.

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