Fabio Borini: una carriera in giro per il mondo

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Una carriera in viaggio

Fabio Borini nasce a Bentivoglio, provincia di Bologna, il 29 marzo 1991. Primi calci in rossoblu, poi a sedici anni il grande salto in Inghilterra, al Chelsea, con cui esordisce in prima squadra nel settembre 2009 grazie ad Ancelotti. In Blues colleziona quattro presenze, poi nel gennaio 2011 approda in prestito semestrale allo Swansea, in Championship. Con i Cigni del Galles esplode, segnando sei reti in dodici presenze. Prestazioni che convincono il Parma a tesserarlo in scadenza di contratto e, successivamente, a cederlo in prestito alla Roma. In giallorosso Borini raggiunge la doppia cifra (10, in ventisei presenze) di reti stagionali, ma non conquista la piena fiducia della dirigenza che, dopo averne riscattato l’intero cartellino per quasi 10 milioni di euro, fiuta la plusvalenza e lo cede per 14 milioni al Liverpool. Sulla panchina dei Reds c’è Brendan Rodgers, già suo allenatore nelle giovanili del Chelsea e nei sei mesi a Swansea, ma nonostante ciò il feeling non porta a buoni risultati. Nella sua prima avventura sotto la Kop Borini totalizza due reti in venti presenze, poi va al Sunderland e raggiunge nuovamente la doppia cifra stagionale (10, in quaranta presenze), infine torna al Liverpool ma da comprimario (18 presenze, un gol).

Le caratteristiche tecniche

Nato rapace d’area, nel corso degli anni Borini ha affinato le proprie caratteristiche tecnico-tattiche in base alle esigenze delle squadre in cui ha giocato, diventando un’affidabile seconda punta o attaccante esterno. Rapido e dinamico, resistente sia ai contrasti che dal punto di vista fisico (nonostante sia 180 cm x 73 kg), dote che gli consente di guidare il pressing e di correre in lungo e in largo, ma anche di ripiegare in fase difensiva. Borini si esprime al massimo quando affianca una punta pesante, ma anche partendo dalla fascia opposta al proprio piede preferito (destro), così da potersi accentrare per sfruttare i propri tempi di inserimento. Alla Fiorentina andrebbe a colmare una lacuna nel reparto avanzato, poiché manca un guerriero generoso con le sue caratteristiche, capace di integrarsi con ogni attaccante attualmente presente nella rosa viola.

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