Federico Dimarco: il terzino instancabile con i piedi da goleador

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Le fonti di ispirazione

Mi ispiro a Jordi Alba, Marcelo e Roberto Carlos“, queste le parole di Federico Dimarco dei giorni scorsi. Proprio il brasiliano è rimasta una ferita aperta nel cuore dei tifosi dell’Inter: fu lasciato partire nel ’96, dopo una sola stagione, per precisa volonta dell’allora tecnico Roy Hodgson, aprendo una voragine che non si è mai riempita (salvo gli anni di Maxwell). Un anno dopo il suo addio, è nato Federico Dimarco (foto UEFA.COM). Nerazzurro da quando aveva 7 anni, a 12 è stato trasformato da esterno offensivo a terzino. Piede educato, specialista in rigori e punizioni, dalla sua qualità si evince un passato da attaccante. Ora, dopo 15 partite in Serie B con l’Ascoli e 4 assist collezionati, la Serie A con l’Empoli (già assaggiata per qualche minuto con l’Inter il 31 maggio 2015) e un futuro, chissà, all’Inter, per raccogliere quell’eredità verdeoro ancora vacante… Prodotto del vivaio dell’Inter, Dimarco esordisce con i Nerazzurri l’11 dicembre 2014, ovvero un mese dopo aver compiuto 17 anni, subentrando dalla panchina nel pareggio in trasferta per 0-0 contro il Qarabağ nella fase a gironi di UEFA Europa League. Per assaggiare il campo della Serie A ha dovuto tuttavia attendere sino all’ultima giornata di quella stagione prima di essere ceduto in prestito in Serie B all’Ascoli nel gennaio 2016 senza avere più calcato il palcoscenico della massima serie italiana.

Tante esperienze nel proprio bagaglio

Terzino sinistro mancino dotato di un tiro potente e preciso, Dimarco è efficace in entrambe le fasce. Inoltre ha fiuto per il gol, come ha scoperto l’Inghilterra a proprie spese giovedì. La sua doppietta in quella partita porta a cinque il suo bottino di reti EURO U19 nella stagione 2015/16, quattro dei quali arrivati su calcio di rigore. Dimarco è stato soprannominato da una parte della stampa italiana ‘il piccolo David Alaba’. Non particolarmente imponente dal punto di vista fisico come altri nel suo ruolo, l’italiano è dotato di velocità e forza. Guardando in casa Inter, Dimarco può ispirarsi ad alcuni terzini sinistri che hanno fatto la storia come Giacinto Facchetti, Andreas Brehme e Roberto Carlos. Come un diamante grezzo, Dimarco all’Empoli avrà l’occasione per accumulare esperienza e affinare le proprie doti. Se riuscirà a sfruttare l’occasione, potrebbe ripetere il percorso dell’ex compagno all’Inter e collega di reparto Davide Santon, anche lui all’esordio a 17 anni sotto la guida di José Mourinho nell’ottobre 2008.

 

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