Filippo Melegoni: il regista finito nel taccuino dei top club italiani

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Un nome di alto profilo

Filippo Melegoni ha i colori della Dea tatuati addosso sin dalla nascita, nato a Bergamo il 18 febbraio 1999 e entrato nel settore giovanile bergamasco fino alla primavera dove ha esordito in questa stagione e, fino ad oggi, ha collezionato 12 presenze senza trovare ancora la gioia del gol. Gol che non è mai stata la specialità della casa per Filippo che l’anno scorso negli Allievi Nazionali, complice anche un infortunio allo scafoide patito in Nazionale che gli precluse la parte finale del campionato regolare, ne fece comunque 6 in 24 partite, uno dei quali però di un’importanza particolare: quello decisivo su punizione ai supplementari della Finale Scudetto vinta per 2 a 1 contro l’Inter. Filippo nella stessa gara ha battuto anche il calcio d’angolo che all’ultimo minuto portò Bastoni, un altro di cui sentiremo parlare, al pareggio. Accennavamo prima alla Nazionale, altra maglia che ha accompagnato il ragazzo per tutta la sua giovane carriera, dall’Under 15, assaggiata in sole due occasioni e poi abbandonata causa promozione, fino all’odierna Under 19 con la quale ha debuttato in agosto e segnato il suo primo gol alla seconda presenza, contro la Repubblica Ceca. La sua più grande soddisfazione con la maglia dell’Italia è datata 2015 quando sotto età, gli unici altri due ’99 erano tali Scamacca (oggi al PSV) e Donnarumma che non ha certo bisogno di presentazioni, venne convocato per gli Europei Under 17. In quell’occasione, pur non sfigurando, venne schierato fuori ruolo dall’allora c.t. Tedino che lo vedeva come esterno di centrocampo salvo poi prendere le redini del centrocampo con il nuovo corso targato Dal Canto.

Una duttilità fuori dal comune

Non importa che Filippo venga schierato qualche metro più avanti o davanti alla difesa, l’importante è che sia nel cuore del gioco e che tutti i palloni passino dai suoi piedi, ci penserà lui poi ad inventare calcio. Melegoni infatti durante tutta la sua carriera a ricoperto tutti i ruoli del centrocampo, regista arretrato, che è la sue naturale posizione, ma anche mezzala, trequartista ed esterno (ruolo che in realtà non si addice alle sue caratteristiche), muovendosi sempre da autentico play maker. Alto fisicamente, agile e longilineo non fa della forza fisica la sua principale qualità pur non essendo proprio leggerino ma si destreggia tra le strette maglie del centrocampo avversario grazie alla sua immensa tecnica. Proprio la sua tecnica straordinaria è la sua più grande qualità e il suo più grande difetto, consapevole infatti delle sue qualità cerca spesso e volentieri la giocata ad effetto a volte mettendosi da solo in difficoltà, vero anche che quando la giocata gli riesce, che sia una verticalizzazione, un lancio lungo o un dribbling, Filippo inventa calcio e ne risalta le doti di personalità, fantasia e intuito. Non particolarmente veloce, è destro naturale ma si disimpegna egregiamente anche col sinistro.

 

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