Gabigol: Un mistero che assume sempre più i contorni del flop

gabigol-inter

I numeri che esemplificano un flop clamoroso

Se ci affidassimo al nudo dato oggettivo, i numeri sarebbero impietosi: 30 milioni di euro spesi, 16 minuti giocati in Serie A (contro il Bologna), 1 tiro in porta e 83% di precisione nei passaggi. Tutto qui. In pratica, 2 milioni di euro per ogni minuto che Gabriel Barbosa Almeida, meglio conosciuto come Gabigol, ha trascorso in campo. Arrivato in pompa magna negli ultimi giorni di agosto, dopo un duello serrato con la Juventus (e uno strascico giudiziario fra Barcellona e Santos ancora in corso, con i blaugrana che chiedono indietro i 7,9 milioni di euro versati al club brasiliano nell’ambito dell’affare Neymar per esercitare il diritto di prelazione su tre calciatori del Santos, fra cui appunto Gabriel Barbosa), con tanto di presentazione all’auditorium Pirelli di Milano, e accompagnato da una serie di paragoni ingombranti e probabilmente prematuri, su tutti quello con l’illustre predecessore in nerazzurro Ronaldo, il ventenne Gabigol a tre mesi dal suo arrivo in Italia rimane un oggetto misterioso.
C’è da dire che il calciatore ha qualche attenuante dalla sua: in sostanza non ha avuto che pochi giorni di vacanza al termine del torneo olimpico, dove i brasiliani hanno conquistato l’oro, e si è trovato calato in una realtà tecnica e tattica totalmente diversa rispetto al suo passato in Brasile. È dunque arrivato a Milano avendo saltato completamente la preparazione atletica con l’Inter, e sta lentamente lavorando per tornare in forma. Inoltre, e questo è forse il punto più dolente dell’intera operazione, le note ragioni del Fair Play Finanziario hanno costretto la società nerazzurra ad escludere l’attaccante brasiliano dalla lista dell’Europa League, negandogli la possibilità di giocare con maggior frequenza in un contesto dove le pressioni sono certamente minori (e magari di dare il suo contribuito nella fallimentare campagna europea dell’Inter, che giovedì in Israele rischia di salutare definitivamente la competizione dopo i proclami di settembre, quando Frank de Boer sosteneva che l’Inter puntava a vincere l’Europa League).

Le prospettive future e l’ipotesi di un trasferimento

Il club di corso Vittorio Emanuele ha poi adottato una soluzione diametralmente opposta a quella del Manchester City di Guardiola, che ad agosto aveva acquistato l’altro pezzo pregiato della nouvelle vague di attaccanti verdeoro, il diciannovenne Gabriel Jesus (a lungo inseguito anche dall’Inter): mentre Gabigol è sbarcato subito a Milano, e sta faticosamente cercando di conquistarsi uno spazio nelle gerarchie dell’attacco interista, il club mancuniano ha preferito lasciare Gabriel Jesus in Brasile fino a gennaio, permettendogli di svolgere la preparazione con il Palmeiras e di giocare con frequenza durante questo autunno. Le prospettive per Gabigol ad oggi non sono particolarmente rosee: Frank de Boer, nonostante proclamasse la sua fiducia nel giovane brasiliano, non l’ha fatto giocare che per 16 minuti, e Stefano Pioli per ora lo ha schierato solo nell’amichevole contro il Chiasso, facendolo giocare a fianco di Icardi, ma poi nel derby gli ha preferito il redivivo Jovetic durante i concitati minuti finali alla ricerca del pareggio. I rumors di mercato parlano di un possibile prestito ad una società italiana: in prima fila c’è l’Empoli, dove Gabigol potrebbe giocare con continuità e provare a rivitalizzare l’attacco più atrofico della Serie A (soli 6 gol segnati nelle prime 13 giornate di campionato): un’occasione per mostrare finalmente le proprie qualità al pubblico italiano, e per zittire le malelingue che nei 30 milioni spesi per lui vedono l’ennesimo flop di mercato interista.

Leave a Response