Gabriel Barbosa: la scommessa dell’Inter

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Un trascorso nel Santos come erede di Neymar

Cresce sempre di più il fermento per scoprire quanto contributo posso arrecare all’Inter il neo acquisto Gabriel Barbosa detto Gabigol, a cui per ora De Boer ha concesso soltanto un quarto d’ora scarso da quando è approdato a Milano. Il giocatore brasiliano, stando alle indiscrezioni, dovrebbe essere pronto dopo la sosta, con i tifosi interisti che sperano di aver trovato finalmente quel fuoriclasse in grado di far fare il salto di qualità ad una squadra fin troppo discontinua. Andiamo adesso a tratteggiare brevemente il passato di questo calciatore ripercorrendo le tappe che lo hanno portato ai vertici del calcio. La sua storia, come capita a tanti atleti brasiliani, mescola la storia al mito, tant’è che i suoi inizi si confondono in mezzo a moltissima confusione. Gabriel viene infatti dipinto come un fenomeno del Futsal già alla tenera età di 8 anni, quando il padre supplicò il Santos, di cui era acceso sostenitore, di accogliere il figlio nella loro accademia, onde scongiurare l’interessamento del San Paolo con il quale aveva un accordo. Una volta entrato nelle giovanili del Santos, la leggenda narra che segnò la cifra fantascientifica di 400 gol nelle sue prime stagioni. Tale incredibile propensione per il gol, vera o presunta, gli valsero non a caso il soprannome di Gabigol che il ragazzo conserva ancora oggi. Il debutto nella squadra maggiore avvenne a 16 anni in occasione di un pareggio a reti inviolate contro il Flamengo, disputata tra l’altro pochi giorni dopo l’annuncio del passaggio di Neymar al Barcellona.

Caratteristiche tecniche: pregi e difetti di Gabriel Barbosa

Essendo mancino Gabriel Barbosa viene spesso impiegato come esterno offensivo sulla fascia destra, posizione che gli consente dunque di poter rientrare per calciare con il suo piede preferito. Il pregio più visibile del giovane brasiliano risiede sicuramente in un’indiscutibile capacità nel dribbling, fattore tale da renderlo in prevedibile per i difensori avversari, ma arma che potrebbe rivelarsi a doppio taglio se non inserita correttamente in un contesto corale. Nella Selecao, Gabigol è stato sovente impiegato da Dunga anche come punta centrale, scommessa che ha ripagato con diverse marcature anche decisive. Allo stesso tempo, si tratta di un calciatore che palesa limiti evidenti quando costretto a giocare spalle alla porta e di sponda, a cui si aggiunge una forza fisica ancora non ottimale per garantirgli una protezione del pallone sempre efficace. Gabriel non sembra, inoltre, possedere un’attitudine al gol tipica dei migliori attaccanti d’Europa, infatti uno degli aspetti su cui Barbosa dovrà sicuramente lavorare è la freddezza davanti alla porta, anche se le marcature non rappresentano il compito principale richiestogli dall’Inter. Quella dei nerazzurri appare dunque come una scommessa i cui esiti sono sinceramente imprevedibili, ma è altrettanto vero che la genialità trova la sua fonte nell’azzardo.

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