Gianluca Scamacca: il rimpianto della Roma, la fortuna del Sassuolo

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Tra mille peripezie

Gianluca Scamacca è uno dei giovanissimi talenti italiani più apprezzati a livello nazionale ed internazionale. A soli 16 anni (è nato il 1-1-1999), la punta capitolina ha già trovato il modo di catalizzare, a suon di reti e ottime prestazioni, le attenzioni dei media, che lo seguivano già prima del suo trasferimento dalla Roma al PSV Eindhoven, avvenuto a Gennaio. A quest’età i paragoni sono scomodi, ingiusti e anche parecchio fuori luogo, ma… sarà per la stazza (195cm ripartiti su una struttura fisica imponente), per le qualità tecniche e la capacità di muoversi con disinvoltura su tutto il fronte dell’attacco, l’accostamento tra Gianluca e il suo idolo dichiarato, Zlatan Ibrahimovic, è pressochè inevitabile. Del resto, a 16 anni, avere dei punti di riferimento non solo è del tutto naturale ma aiuta a porsi degli obiettivi e dare il massimo ogni giorno, in allenamento come in partita. Che poi è esattamente quello che Scamacca fa. Questa continua voglia di migliorarsi e mettersi alla prova è sicuramente uno dei maggiori pregi di Gianluca Scamacca, fin da quando tirava i primi calci ad un pallone, con le maglie della Polisportiva “Delle Vittorie” e della Cisco Roma. A 10 anni, la Lazio lo ha cresciuto calcisticamente, a 14 la Roma ne ha fatto un campioncino, sul quale hanno ben presto puntato i riflettori alcuni tra i principali Top Team europei. Poi la scelta olandese, fortemente voluta dal giocatore, quando il suo passaggio nella Primavera giallorossa sembrava cosa fatta.

Lo stile

Se a 16 anni avere già giocato per entrambe le squadre della Capitale è un piccolo record, vestire la maglia della tua squadra del cuore è un sogno che si realizza. In due anni con i giallorossi, tra Giovanissimi Regionali, Giovanissimi Nazionali e Allievi Nazionali, Scamacca ha fatto più goal che presenze. Il passaggio dalla Lazio alla Roma, Gianluca lo racchiude in un nome: Roberto Muzzi, l’ex attaccante cresciuto nelle giovanili della Roma e, guarda un pò le coincidenze, anche lui con una parentesi alla Lazio. “Muzzi è stata la persona che mi ha fortemente voluto alla Roma (nei Giovanissimi Regionali, dei quali è tuttora l’allenatore, n.d.r.). Ci siamo incontrati una prima volta e, da tifoso, ho detto subito di sì. E’ stato un attaccante importante, a lui devo tanto del mio percorso fatto fino ad ora, quasi tutto. Ha lavorato sulle mie lacune e mi ha insegnato i movimenti giusti. Soprattutto a giocare più vicino alla porta, perchè io avevo questo difetto di “staccarmi” e rientrare a centrocampo.

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