Giorgio Chiellini: un gol al Barcellona dopo la laurea con 110 e lode

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Un campione dentro e fuori dal campo

Vi sembra normale? Laurea con 110 e lode più gol al Barcellona, tutto in una settimana. Esatto, è impossibile. C’è chi fatica a studiare un capitolo di storia, c’è chi non riesce a conquistare il posto da titolare nelle categorie dilettantistiche, poi c’è lui: Giorgio. Giorgio Chiellini. Un superuomo. Perché la Juventus di lui proprio non può fare a meno. ‘Una settimana da Dio‘, alla Jim Carrey. Sempre col sorriso, Chiellini. Dal suo numero 3 colorato di bianconero al 110 e lode con bacio. Tutto possibile. Per credere, domandate a Luis Suarez: museruola sulla bocca e partitella timida sul prato dello Stadium. Merito di quel King Kong che lo ha marcato stretto, con mestiere ed eleganza. Ok, tutto qua? No, c’è pure il gol: quello del del 3-0. La Juventus contro il Barcellona stupisce tutti. Chiellini di più. Da difensore ‘bollito’ – così lo avevano apostrofato – a esempio assoluto. Tra calcio, famiglia e studio. Già, sembra la vita di un bambino: in realtà è la meravigliosa vita di un campione.

Chiellini: vado al massimo

Massimo dei voti, sì. “Un Campione in campo e negli studi, il nostro King Kong”, questa la nota della Juventus per complimentarsi col suo giocatore. Ops, dottore. Perché Chiellini ha conseguito la laurea magistrale in Business Administration presso l’Università degli Studi di Torino. Numeri? 110 e Lode con Menzione di merito. Roba grossa. Bravo Giorgio. Forse il giocatore che più di tutti divide la tifoseria juventina. Spesso criticato, colpa di qualche leggerezza in campo. Ma poi i freddi numeri gli hanno sempre dato ragione. Concreto, non bellissimo. Efficace, non sempre costante. Poco importa: Giorgio incarna la quintessenza dello spirito bianconero. Tra scivolate, colpi di testa e marcature strette. Suarez? Saluto prima del fischio d’inizio, morso archiviato e pace fatta. Neutralizzato in campo, il Pistolero sembrava un giocatore quasi emozionato. Perché la sua tesi, quella di laurea, verteva proprio sul modello di business bianconero. Una solida certezza, proprio come il suo solido dottore. Un gigante, ma non troppo: da bambino voleva giocare a basket con il suo migliore amico, ma ero troppo piccolo… Strano, per uno ora alto 187 centimetri. Segni particolari? Naso importante e cuore d’oro. Ah, testa da secchione: in campo e fuori. La lezione tattica di Giorgio è tanta roba. Con un contratto in scadenza nel 2018 ma con il sogno (concreto) di chiudere la carriera in mezzo al popolo dello Juventus Stadium. Giorgio ora e ‘fino alla fine‘. Tra famiglia, pallone, studio e gol al Barcellona. E a voi, vi sembra normale?

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