Graziano Pellè: il centravanti che fece sognare l’Italia di Conte

graziano-pellè

L’esplosione inattesa

Il calcio sa essere davvero strano. Mai come quest’anno, risvegliati dal nostro torpore dalla favola Leicester, ci siamo ritrovati ad ammirare fin quasi a idolatrare i «giocatori operai», quelli che dopo tanti anni di gavetta in serie minori sono finalmente saliti alla ribalta e che facendo a sportellate con i più popolari colleghi si sono guadagnati un posto nel calcio che conta. Se l’Inghilterra si gode ora il suo Jamie Vardy, l’Italia risponde con Graziano Pellè. Che vi piaccia o no infatti, Graziano da San Cesario di Lecce è il tipico esempio di giocatore che non si è mai arreso e che dopo anni di Eredivisie e Serie B ha finalmente raggiunto il picco della carriera ritrovandosi (anche a causa della mancanza di valide alternative) al centro dell’attacco della nazionale italiana. Pellè si presenta quindi alla ribalta europea dopo aver convinto in Olanda prima (Feyenoord) e in Inghilterra poi (Southampton), collezionando la bellezza di 85 reti in 146 presenze tra campionato, coppe e competizioni Europee. Con i suoi 194cm per 84Kg, Pellè può essere considerato come il classico centravanti che fa reparto da solo. Forte di testa, Graziano è molto bravo a far salire la squadra agendo come «regista offensivo» e dispensando palloni ai compagni di reparto. Molto generoso, Pellè si occupa spesso di ostacolare la manovra avversaria con un pressing serrato al regista/centrale di turno.

Un lavoro rimarchevole

Questa sua qualità è molto apprezzata da mister Conte che fin dai tempi della Juventus soleva chiedere questo tipo lavoro ai suoi attaccanti. Dotato di una buona tecnica di base, il granatiere pugliese si presenta all’Europeo in quello che è forse il suo momento di forma migliore; l’esperienza in terra inglese sembra infatti avergli giovato parecchio e il fatto che sia andato in doppia cifra per il secondo anno di fila (su due) è sicuramente un dato incoraggiante. Primo aspetto da considerare: la titolarità. Sebbene Conte ci abbia abituato a vari esperimenti nel corso delle amichevoli pre-Europei, il posto di centravanti della nazionale italiana, complice anche la mancanza di valide alternative, sembra non essere in discussione. Altro discorso è invece quello legato alle prestazioni che il giocatore sarà in grado di fornire nel corso della competizione. Pellè non è un vero e proprio trascinatore e di conseguenza il suo rendimento in terra francese sarà fortemente condizionato da quello dei suoi compagni di squadra; la nostra sensazione è che però, se messo nelle giuste condizioni, il bomber pugliese difficilmente deluderà le attese. D’altronde, i 5 gol in 12 presenze (l’ultimo appena ieri) collezionati finora in Nazionale tra qualificazioni ed amichevoli, rappresentano un buon bottino sul quale fondare le proprie speranze. Un ultimo fattore da non sottovalutare è quello relativo alla generosità che il calciatore mette sempre in campo e che potrebbe portargli discreti voti anche in caso di mancata marcatura. L’altro lato della medaglia è che proprio a causa di questo lavoro sporco chiestogli da mister Conte, Pellè viene spesso sostituito a gara in corso (ben 6 sostituzioni sulle 10 gare giocate dall’inizio).

Leave a Response