Il progetto della Fiorentina e la nuova frontiera degli stadi di proprietà

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Un progetto a dir poco ambizioso

Ieri è stato presentato nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio a Firenze il progetto architettonico del nuovo stadio della Fiorentina. Una struttura all’avanguardia che ha acceso i sogni dei tifosi viola, illustrata alla presenza dei vertici viola Andrea Della Valle e Mario Cognini, la responsabile del progetto di ACF Fiorentina dottoressa Daniela Maffioletti e il Sindaco Dario Nardella.  La questione è assai articolata, poiché il progetto non è previsto in un’area libera o dismessa, ma nei 48 ettari dove attualmente opera la Mercafir, la seconda attività economica cittadina. Si tratta quindi di portare avanti due procedimenti paralleli: trovare una nuova casa al Centro Alimentare Polivalente (CAP) Mercafir e contestualmente completare l’iter approvativo per la cittadella viola che, oltre allo stadio, prevede 77.000 mq di strutture commerciali,  un hotel da 10.000 mq (200 stanze), oltre al centro sportivo e la sede ACF. Per quanto riguarda il trasferimento di Mercafir, il Comune, tramite una delibera di indirizzo, ha avviato la ridiscussione del Piano Urbanistico Esecutivo dei limitrofi terreni di Castello (di proprietà Unipol). La procedura dovrebbe concludersi in 8-10 mesi, ma affinché la questione sia concretamente definita deve essere sciolto il nodo riguardo al masterplan del nuovo aeroporto, che con la nuova pista e le zone di tutela ad essa collegate, va ad influenzare in maniera determinante proprio la possibilità edificatoria dei terreni di Castello.

I costi elevati e l’inizio dei lavori nel 2019

Per quanto riguarda il progetto stadio ed opere connesse, si deve fare riferimento alla cosiddetta legge sugli impianti sportivi (L. 147/2013, art.1, comma 304). Per ottenere il via libera si deve esprimere la Conferenza dei Servizi decisoria (l’insieme di enti ed istituzioni coinvolte da un progetto urbanistico così imponente), che potrà avviare le valutazioni solo quando ACF Fiorentina avrà consegnato al Comune di Firenze il progetto definitivo complessivo, accompagnato da un piano economico finanziario (PEF). Ad oggi nelle mani dell’Ammistrazione è pervenuto solo il progetto architettonico dello stadio. Mancano il progetto delle aree commerciali, dell’albergo e il PEF. Oltretutto non sono stati ancora trovati i partner per finanziare l’opera, il cui costo complessivo è stimato in 420 milioni di euro. Questioni di non poco conto, che richiedono tempo, ma che potranno essere risolte durante il periodo nel quale il Comune risolverà quella relativa al CAP. Ieri si è ipotizzato di posare la prima pietra del nuovo stadio nella seconda metà del 2019. La previsione appare come assai ottimistica, poiché risulta evidente che l’attività della Mercafir non possa subire stop e conseguentemente i lavori per la cittadella viola potranno iniziare solo una volta ricollocati e resi operativi i mercati generali. Approvare la variante urbanistica, acquisire i terreni, rimodulare il progetto di riqualificazione del CAP, indizione ed aggiudicazione del bando pubblico per la costruzione, inizio e consegna dei lavori. Per completare un percorso così articolato in poco più di due anni per ricostruire la Mercafir servirebbe un vero e proprio miracolo. 

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