Juventus-Barcellona: tante novità due anni dopo la finale di Champions

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La rivincita della notte di Berlino

Dalla finale di Champions del 2015 sono trascorsi poco meno di due anni, ma Juve-Barcellona non è più la stessa partita. Dando un’occhiata alle formazioni scese in campo a Berlino, balza subito all’occhio una grande differenza nelle fila bianconere tra i protagonisti di allora e quelli di oggi. In poco meno di 24 mesi, infatti, quella Juve ha detto addio a Morata, Pogba, Evra, Pirlo, Vidal e Tevez. Nessuno scossone invece nel Barça, che rispetto a quella formazione non ha più solo Dani Alves. Il 6 giugno 2015 finì 3-1 per i blaugrana, ma oggi quella partita ha tutto un altro sapore. Sopratutto perché la Juve ha letteralmente cambiato pelle. Rispetto alla finale di Berlino, a Torino i nuovi innesti sono sei: Madzukic, Dybala, Pjanic, Higuain, Khedira e Alex Sandro. Una rivoluzione. Non solo di uomini, ma anche di modulo. Per dare l’assalto al grande obiettivo, infatti, Allegri ha scelto il 4-2-3-1 anche in Europa, puntando sulla forza del gruppo e sulla solidità difensiva.

Bianconeri rivoluzionati negli uomini, blaugrana quasi invariati

Certo, rispetto all’11 iniziale del 2015 il tecnico bianconero dovrà fare a meno di gente come Pogba, Vidal, Pirlo e Tevez, ma potrà contare sulla potenza di fuoco di Dybala e Higuain, sulla cattiveria agonistica di Mandzukic, sulle invenzioni di Cuadrado, sull’esperienza di Khedira e sulle giocate di Pjanic. Un cambio radicale, netto. Che fa della Juve una squadra completamente diversa rispetto a quella che ha visto alzare la coppa al Barça. Più matura e pronta ad affrontare lo scontro con Messi & Co. Rispetto al 2015, del resto, il Barcellona non è cambiato molto. Dani Alves a parte, i blaugrana più o meno sono sempre gli stessi considerando che Xavi non era tra i titolarissimi. Al netto di qualche cambio in difesa e spostamenti a centrocampo con l’inserimento di Sergi Roberto e Umtiti, il resto della squadra è composto ancora dalle solite facce, con Iniesta a gestire il traffico in mediana e Messi, Neymar e Suarez a far paura a tutti davanti. A meno di due anni dalla finale amara di Berlino, dunque, a grandi linee la Juve sa cosa aspettarsi. Il Barcellona, invece, dovrà fare i conti con una formazione tutta nuova. Nuovi uomini e nuove idee. Con la speranza, per Allegri, che alla fine l’effetto sorpresa paghi.

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