Kevin Bonifazi: il diamante della Spal si avvia al calcio che conta

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Dalla Spal all’azzurro

Ha le idee chiare ed i piedi bel saldi a terra. “A chi dedico questo momento? Ai miei genitori e poi al lavoro che svolgo tutti i giorni”. Vent’anni, punto fermo della Spal che vola in Serie B. 11 presenze, due gol. E una chiamata da parte del Ct Ventura per lo stage azzurro dell’Italia. Nazionale azzurra sì. “E’ il sogno di ogni giocatore, sono felicissimo”. Kevin Bonifazi, classe 1996, made in Italy. Professione difensore centrale dal futuro assicurato. “Secondo me la cosa più importante è farsi trovare pronto in ogni momento. Per un giovane, specialmente nel mio ruolo, magari non è così semplice trovare spazio, c’è qualche difficoltà in più: però se ti fai trovare pronto puoi mettere in difficoltà l’allenatore al momento delle scelte”. E lui, Kevin Bonifazi, alla chiamata ha risposto presente. Alla Spal è arrivato questa estate dal Torino quasi in punta di piedi, lo scorso anno undici presenze in totale tra Benevento e Casertana in Lega Pro. Processo di maturazione sempre più evidente, allenamento dopo allenamento, crescita costante. E pensare che a 13 anni in pochi gli avrebbero pronosticato una carriera a certi livelli: bassino e sovrappeso, fisico non proprio da calciatore. Poi il Siena, il Torino, cambi di maglia e lavoro duro. E oggi pedina insostituibile nella difesa della Spal.

La profezia di Amauri

Semplici in allenamento lo osserva, lo consiglia, lo valuta con attenzione. Poi arriva la chiamata tanto attesa. Spal in piena emergenza difensiva, spazio a quel giovane ragazzo che “in allenamento si impegna sempre al 110%”. Era la vigilia della sfida con il Latina, per Bonifazi pronta una maglia da titolare: una svolta perché da quel momento in poi (eccezion fatta per la gara contro lo Spezia in cui era indisponibile per un risentimento muscolare) Kevin è diventato un intoccabile. Talento, personalità, carattere. Qualità sempre posseduta, anche quando da ragazzino si ritrovò a marcare Amauri in un’amichevole tra la Primavera del Torino e la prima squadra: duello duro, acceso, senza esclusione di colpi. “A fine gara si avvicinò a brutto muso e senza maglia addosso. Dentro di me mi sono detto ‘o scappo o chiedo scusa’. Alla fine – ricorda sorridente Bonifazi – rimasi fermo lì, Amauri si avvicinò, mi diede la mano e mi fece i complimenti: ‘diventerai un grande giocatore’. Quelle parole mi diedero una grande gioia”. Una ‘profezia’, quella di Amauri, che sembra avere tutti gli ingredienti per risultare vincente. Torino, Spal e anche Ventura ringraziano. Bonifazi (oggi) sorride, ma che paura!

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