Lionel Messi: Una carriera sulle orme di Maradona

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Le umili origini e il rapporto infinito con il Barcellona

Nato a Rosario (Argentina), Lionel Messi approda molto giovane sui campi di calcio della sua città natale, ostentando fin da subito un talento e una velocità fuori dal comune. Gioca per il Grandoli e poi per i Newell’s Old Boys, tuttavia non viene ingaggiato dal più celebre club argentino, il River Plate, che non si impegna a pagargli i farmaci per la sua carenza di somatotropina. Per il padre di Leo, infatti, la ricerca di una squadra che lo recluti significa soprattutto garantire le costose cure per la sua disfunzione. Ma a soli diciassette anni si ritrova all’altro capo del pianeta, selezionato come punta dal Barcellona, una delle formazioni più prestigiose del mondo. A Barcellona, Messi continua a trionfare sulle avversità, ottenendo un posto in prima squadra quando è  ancora molto giovane. Con una media di oltre un gol a partita, viene rapidamente innalzato al livello professionale. Nell’ottobre 2004 Leo celebra il suo debutto nell’undici iniziale, diventando il terzo titolare più giovane nella storia del team catalano. In quella stagione Messi gioca nove partite, marcando il suo esordio in Champions’ League con un gol un solo minuto dopo l’ingresso in campo, nella partita vinta dal Barcellona contro l’Albacete per 2 a 0. Nel giugno 2005, dopo aver rifiutato di giocare con la Nazionale spagnola per poter realizzare il suo sogno di difendere i colori del suo paese natale, Messi diventa la star dell’Argentina under 20. Quell’anno, guida anche con il suo talento l’Argentina alla vittoria nel Campionato del Mondo giovanile, disputato nei Paesi Bassi, aggiudicandosi sia la Scarpa d’oro quale miglior realizzatore (6 gol segnati) che il Pallone d’Oro quale miglior giocatore del torneo.

Numeri roboanti e il continuo paragone con Maradona

Gli anni successivi sono un crescendo di successi e notorietà. Messi è ormai più che una promessa: per gli esperti e soprattutto per gli altri colleghi, è lui il più grande talento sui campi di gioco.  Nel 2008, con la partenza di Ronaldinho al Milan, Messi indossa finalmente la maglia numero 10 del Barcellona e la sua carriera tocca l’apice. Nelle successive stagioni, la Pulce impressiona per i numeri roboanti oltre ad una straordinaria facilità di gioco che lo consolida come apice di un Barcellona capace di toccare livelli altissimi. A dispetto dei numeri, tuttavia, il paragone con Maradona continua a rimanere indigesto per il fuoriclasse dell’albiceleste, spesso deludente con la maglia dell’Argentina come testimoniato dalla pessima prestazione in finale nel Mondiale 2014 contro la Germania campione. La sua personalità non è minimamente paragonabile a quella di Diego, anche se bisogna sottolineare che ci troviamo di fronte ad uno dei maggior talenti del firmamento calcistico di ogni epoca.

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