Lorenzo Dickmann: garanzia di affidabilità e consistenza

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Umile ma consapevole dei propri mezzi

“È bello. Sto giocando e son contento”. Sorridente, sincero, sicuro. Sono le tre S che dipingono il profilo del classe 1996 più ‘presente’ d’Italia, Lorenzo Dickmann. Esterno nato trequartista, ormai da tre stagioni – due in Serie B e una in Lega Pro – titolare fisso nel Novara. Superato da poche settimane il suo ultimo ‘rivale’, Vittorio Parigini, oggi al Chievo Verona. In tutto fanno 72 gettoni tra i pro, a 20 anni appena compiuti: un ragioniere come lui non può avere grandi difficoltà a valutare i numeri del record. Un bell’andare, senz’altro, per un ragazzo che arriva dal basso e ha fatto veloci e lunghi balzi fino al professionismo. Una storia iniziata tra i campetti milanesi, quella di Lollo, nella celebre ‘fossa’ terrosa del Centro Schuster (chi mastica calcio del luogo, in un modo o nell’altro la conoscerà). La Chiesa al centro di una polisportiva che lo ha formato da quando aveva appena cominciato le scuole elementari: “Ero abituato a stare con i miei amici e compagni di classe, ci ho giocato per otto anni”, “È molto importante crescere in un contesto del genere, in una realtà così familiare. Sono rimasto allo Schuster fino ai Giovanissimi regionali, poi mi ha preso l’Alcione; lì ho fatto solo una stagione, perchè è arrivata subito la chiamata del Novara. Mi hanno portato da loro senza neanche farmi fare un provino, anche se già ne avevo fatti altri in passato, uno anche con l’Empoli”.

Il passaggio immediato alla prima squadra

In Piemonte un percorso del tutto particolare. Perchè, dopo gli Allievi, l’esordio con la prima squadra arriva dopo appena una manciata di presenze (e parecchia panchina) in Primavera: “Sono stato titolare con la primavera sono nella parte finale della stagione – continua Lorenzo – prima che Aglietti mi chiamasse. L’esordio è purtroppo arrivato nel giorno della retrocessione in Lega Pro nel ritorno dei Playout contro il Varese. Ormai c’era poco da fare e Gattuso (subentrato ad Aglietti, ndr) ha deciso di buttarmi nella mischia a 5′ dalla fine. Nonostante non ci fosse un bel clima è stata comunque una grande emozione la prima volta tra i grandi a 17 anni, difficile dimenticarla”. Quattro fratelli, tutti maschi, e i genitori sempre al seguito. La carovana Dickmann: “Sono stati fondamentali per me e hanno sacrificato anche parte della loro vita per seguirmi e seguirci. Quando gioco al Piola ci sono tutti, mamma e papà mi seguono spesso anche in trasferta. Si divertono a venire, non influenzano il mio lavoro: ognuno fa il proprio mestiere (ride)”. Ora che è il 1996 dei record, anche se lo ammette con un certo imbarazzo, è il momento di continuare a crescere e, perchè no, pensare al futuro. Un sogno nel cassetto c’è ed è abbastanza facile scoprirlo: “Sono di sponda rossonera, quindi… un giorno mi piacerebbe giocare nel Milan”. Sorridente, sincero, sicuro: Lollo sogna col Novara, nella speranza, un giorno, di potersi riavvicinare a casa, per completare il suo quadro con la quarta S, quella che porta dritta alla Serie A.

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