Luciano Spalletti: un futuro incerto legato all’amico-nemico Totti

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Le sirene provenienti da Juve, Milan e Arsenal

Al momento solo la doverosa gerarchia che c’è in uno spogliatoio tra allenatore e giocatore consente alla Roma di metabolizzare bene il rapporto tra lo stesso Spalletti e capitan Totti, osannato dai tifosi in ogni caso. La sortita domenicale del tecnico toscano – che in un tranquillo e vincente post-partita ha legato il suo futuro al rinnovo di Totti («altrimenti me ne vado anche se faccio il triplete») – ha stupito il club e spaccato la tifoseria proprio per la sua gratuità, scrive Massimo Cecchini su “La Gazzetta dello Sport“. A domanda sul suo rinnovo di contratto, perché tirare in ballo Totti, che ancora deve decidere se continuare a fare il calciatore? «Ossessione», hanno titolato molti giornali. In realtà, tutti gli osservatori hanno interpretato la mossa di Spalletti come solo un modo per uscire dall’angolo, viste le voci che lo vogliono corteggiato dalla Juventus e pare anche da Milan e Arsenal. Ma la mossa dialettica si è trasformata in un boomerang, tanto più che ieri ricorreva l’anniversario dalla «cacciata» di Totti da Trigoria prima del match contro il Palermo. Inutile dire che l’uscita di Spalletti ha colto di sorpresa anche il club.

La strana correlazione tra Spalletti ed il rinnovo di Totti

Non solo, anche le nuove accuse ai giornalistipoco simpatici») sono state considerate fuori luogo, tanto più che in questi giorni la dirigenza cerca intelligentemente una sinergia con i media per la questione del nuovo stadio. E allora, perché farsi terra bruciata attorno? Il messaggio che filtrava ieri dalla società era chiaro: le parole di Spalletti erano «decontestualizzate» rispetto al momento, e la preghiera è indirizzata ai media è stata una: «Consideratelo per quello che fa sul campo, non per quello che dice». Tutto qui? Non proprio. A Trigoria c’è chi dice che quello di Spalletti possa essere un messaggio a Pallotta (in arrivo a marzo) per anestetizzare un nuovo caso Totti, ma in realtà molti pensano che il «problema» non finirebbe con l’addio al calcio del numero dieci. Il suo futuro ruolo di dirigente potrebbe portarlo a convivere con Spalletti (se resterà) in modo difficile. Nel club non sono sicuri che il tecnico gradirebbe che Totti, ad esempio da direttore tecnico, si interfacciasse tutti i giorni con la squadra o andasse in trasferta. Tra l’altro, anche mediaticamente Totti cannibalizzerebbe qualunque presenza al suo fianco. Ciò che filtra è che – se Spalletti resterà alla Roma – sarà dura che Totti chieda di prolungare, ma nulla può essere escluso perché l’allenatore toscano potrebbe anche decidere di accettare la corte di altri club che possano offrirgli maggiori chance di vittoria. Non è un caso che ieri alcuni siti di scommesse quotavano a 3 l’approdo di Spalletti alla Juventus.

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