Manolo Gabbiadini: i rimpianti per un destino fin troppo crudele

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Tante occasioni mancate

La carriera di Manolo Gabbiadini è stata caratterizzata da un leitmotiv ricorrente: essere l’uomo sbagliato nel momento sbagliato. Dopo un anno e mezzo ad altissimi livelli con i doriani della Samp, l’esterno passa al Napoli di Benitez: vive 6 mesi molto positivi, trovando il giusto feeling con il tecnico spagnolo che lo schiera spesso esterno di destra nel suo 4231 per sfruttare al meglio il suo sinistro magico. Col Napoli sembra poter sbocciare un amore inusuale (lui bergamasco freddo e distaccato in una piazza tipicamente focosa e passionale) ma sincero, tuttavia l’incantesimo che sembra intrappolarlo si manifesta improvvisamente: via Benitez, dentro Sarri e Gabbiadini finisce in panchina a fare il vice-Higuain per volontà del mister che lo vede punta e non esterno. Mentre l’argentino fa segnare il record di gol in una sola stagione della storia della Serie A, per Manolo solo scampoli di partite e 5 reti in campionato. Il risultato è che in questa Serie A Gabbiadini ha giocato una sola partita da titolare, a settembre, nella quale ha tra l’altro messo a segno gli assist per entrambi i gol del Napoli, ed è subentrato in quindici occasioni, con un minutaggio sempre minore con il passare dei mesi: dal record di 27 minuti disputati nella prima giornata di campionato contro il Sassuolo è passato a entrare per ben due volte a un minuto dalla fine nelle ultime tre occasioni in cui è sceso in campo.

Riprendere il filo del discorso

Sia contro la Juventus che contro la Fiorentina, due partite fondamentali per il Napoli, entrambe in trasferta, entrambe contro concorrenti dirette per le prime posizioni, entrambe necessitanti di un gol, Sarri non gli ha concesso niente di più di un ingresso all’ottantanovesimo. Il fatto che uno dei migliori game-changer del campionato, forte di ben 5 gol da subentrante nel corso dei suoi quattordici mesi napoletani, sia mandato in campo a un minuto dalla fine dei tempi regolamentari dice molto delle sue caratteristiche e di come il suo allenatore pensa di sfruttarle. Il paragone immediato, è, ancora una volta, con un portiere di riserva. La condizione attuale di Gabbiadini è infatti molto simile a quella di Krul in Olanda-Costa Rica, quarto di finale degli ultimi Mondiali. Come Van Gaal scelse di mandare in campo l’estremo difensore del Newcastle a un minuto dalla fine per fare una cosa, e una soltanto (parare i rigori), così Sarri inserisce Gabbiadini sull’ultimo giro di orologio con un’unico obiettivo: aumentare il tasso di pericolosità della squadra sul tiro della disperazione degli ultimi secondi.

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