Marcello Trotta: per aspera ad astra

marcello-trotta

Un avvio non semplice

Vita facile? No grazie. Sarebbe questa la risposta che darebbe Marcello Trotta ad una domanda del genere. E basta vedere le sue primissime scelte da calciatore per capire che genere di ragazzo sia. Schiena dritta e testa sulle spalle, caratteristiche niente male per uno che nella vita vuole fare il calciatore. I sacrifici servono e Marcello non ha mai scelto la strada più facile, anzi. A 16 anni ha già fatto le valige, e a differenza dei suoi coetanei che al massimo si spostano da Napoli a Torino o a Milano, sul suo biglietto aereo c’è scritto Manchester. Sponda City, perché la squadra inglese ha visto in quel ragazzo cresciuto – ma poi scartato – nel settore giovanile del Napoli, le potenzialità per diventare un attaccante da Premier. In Inghilterra ci mette poco ad ambientarsi e lo fa alla sua maniera, l’unica che conosce: fare gol. All’inizio un po’ di gavetta, poi le prime soddisfazioni in prestito qua e la per squadre di seconda e terza serie. Perché per Marcello la categoria non importa: ciò che conta è essere lì, in campo, al centro dell’attacco della sua squadra.

La progressiva risalita

Al Brentford diventa in una sola stagione titolare e idolo della tifoseria. Con i suoi gol trascina la squadra alla promozione e in città è una specie di istituzione. Non per questo si monta la testa. Il Fuhlam, che ne detiene il cartellino, vorrebbe riportarlo in prima squadra ma nella testa di Marcello c’è un obiettivo molto preciso: la nazionale Under 21 di Gigi Di Biagio che nell’estate del 2015 dovrà giocare gli Europei in Repubblica Ceca. Il Commissario Tecnico degli azzurrini lo va a trovare in Inghilterra e gli fa capire che se gioca con continuità, magari anche in Italia, ci potrebbe spazio per uno come lui nell’attacco della sua Nazionale. In estate ha gli occhi di alcuni club di Serie A che lo vorrebbero da subito ma il presidente dell’Avellino gli chiede di restare, almeno fino a gennaio per caricarsi sulle spalle l’attacco vista la squalifica di Castaldo. “Poi a gennaio ti lascio andare dove vuoi”. Marcello mantiene la parola e in 20 partite segna 8 gol, poi anche il presidente fa la sua parte e nelle ultime ore di mercato lo cede al Sassuolo. Non esattamente la scelta più ovvia perché da Di Francesco sono in tanti gli attaccanti a giocarsi un posto da titolare. Avrebbe potuto scegliere una piazza più facile, ma oramai l’abbiamo capito che a Marcello piacciono le sfide. Oggi ha vinto anche quest’ultima: segnando il primo gol in Serie A con la maglia del Sassuolo. Una gioia incredibile che ha voluto subito condividere con la sua famiglia e con il fratello Giuseppe che fin dai primi viaggi in Inghilterra è sempre stato al suo fianco. Lui e Marcello sono praticamente una cosa sola: un amico, un confidente, la spalla sulla quale fare forza nei momenti difficili. Questo gol è anche per lui, che da casa ha esultato come se fosse lì a bordo campo allo stadio di Torino.

Leave a Response