Marco Sau: del bomber stile Foggia non vi è più traccia

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Una crisi senza fine

Lo chiamano Pattolino, ma l’origine del soprannome non è quella che pensano i più.  È nato, infatti, quando Marco Sau era un bambino e suo cugino, incapace di pronunciare correttamente il nome “Marco”, lo storpiava con un simpatico “Patto”. Molti, tuttavia, lo associano ad Alexandre Pato, e non è difficile comprendere il motivo: le caratteristiche tecniche e il modo di stare in campo li rendono simili da più punti di vista. Purtroppo, però, le similitudini non si fermano qui: Pato e Sau hanno in comune una carriera spesso non all’altezza delle aspettative e una buona dose di sfortuna. Tanti infortuni e una fragilità mentale che lascia con l’amaro in bocca, capaci di limitare il potenziale di due talenti cristallini. Nonostante tutto non si sono fermati e Sau, in particolar modo,  lotta ogni giorno per ritrovare se stesso.  Ci sta riuscendo? Purtroppo no. I numeri sono impietosi: della grande punta che ha incantato i tifosi di Foggia, Juve Stabia e Cagliari è rimasta solo un’ombra sbiadita. Pattolino non segna più come un tempo (due reti in venticinque presenze nella stagione in corso, nove nelle ultime due) e, seppure venga tenuto in grande considerazione da  Diego Lopez, non riesce più a incidere positivamente nel gioco dei sardi.

Futuro in Serie B?

I numerosi infortuni l’hanno privato dell’esplosività atletica che l’aveva caratterizzato nei primi anni di carriera e si riflettono nelle insicurezze che gli impediscono di essere attivo nei contrasti, cattivo sottoporta e davvero utile per i compagni. Alla penuria di gol, infatti, si aggiunge lo zero stagionale nella casella assist: un disastro, per una seconda punta. Arrivato alla soglia dei 31 anni, Sau deve decidere cosa fare nei prossimi anni: lotterà ancora per il suo Cagliari? Oppure si “arrenderà” ad un ruolo da protagonista in Serie B? Nella speranza che i due obiettivi non possano coincidere, cambiare aria potrebbe rappresentare una manna dal cielo. I tifosi lo coccolano, ma Cagliari rischia di trasformarsi in una prigione dorata. Sau ha bisogno di sbloccarsi e di farlo al più presto, ovunque andrà.  Può dare ancora tanto al calcio italiano e ritrovare almeno in parte il grande attaccante che è stato in diversi momenti, a patto che sappia rimettersi in discussione per l’ennesima volta. Ce lo auguriamo. Glielo auguriamo. Lo meriterebbe.

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