Marco Verratti: un patrimonio della Nazionale italiana che non va sciupato

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Le stigmate del campione

Marco Verratti può diventare il vero simbolo di questa Nazionale Italiana, l’uomo franchigia. Talento e sfrontatezza non gli sono mai mancati, perché passare a meno di 20 anni dalla Serie B al Paris Saint Germain non è una passeggiata. E non gli è mai mancata la personalità per imporsi nel centrocampo dei parigini, tanto da diventarne un perno fisso già nella sua prima stagione oltraple. Ora Verratti è in cerca di una legittimazione, di una consacrazione definitiva, che poteva innanzitutto passare per un grande cammino in Champions League: la storia ha però voluto che gli eroi fossero altri, almeno quest’anno. La parabola di crescita di Verratti non può che transitare dunque per la nazionale, realtà che spesso lo ha visto relegato nell’ombra di Andrea Pirlo, almeno agli inizi, e comunque mai come elemento irrinunciabile nel progetto. Ora Marco Verratti ha finalmente in mano le chiavi dell’undici azzurro perchè, nella generazione di giovani che si sta facendo largo tra le convocazioni di Ventura, è il più esperto e talentuoso, oltre ad avere alle spalle una già solida carriera internazionale. Lui può dare tanto alla nazionale nello stesso modo in cui la nazionale può dare tanto a lui e garantirgli un ulteriore step nella sua crescita di giocatore, comunque già tra i migliori al mondo nel suo ruolo. Un ruolo che, a dirla tutta, è anche difficile da ritrovare in giro, perchè le vesti di playmaker puro non le veste quasi più nessuno. Meno muscoli e più cervello, è questo che rende Verratti unico ed inimitabile. La sua storia d’amore con la nazionale non ha ancora vissuto dei picchi altissimi, anche perchè la pubalgia lo ha escluso dell’Europeo dell’Italia di Antonio Conte. Questo è sicuramente il momento er dare una svolta decisa alla storia.

Mercato in movimento, futuro incerto

Il procuratore del giocatore, Donato Di Campli, in un’intervista pubblicata sull’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, ha aperto gli spiragli ad una possibile partenza del giocatore in estate. L’eliminazione dalla Champions League ha pesato, parecchio, e pesa ancora di più la difficoltà del PSG di imporsi in Europa. Difficile l’Italia, dice Di Campli, molto più probabile un “top club europeo”. La margherita è semplice da sfogliare, dunque: Real Madrid, Barcellona, con Iniesta che lo ha dipinto come il possibile erede di Xavi, ed il Bayern Monaco di Carlo Ancelotti, che per primo ha creduto nelle potenzialità di Verratti al PSG, inserendolo in pianta stabile nell’undici titolare. Inseriamo anche il Chelsea di Conte, che sicuramente tornerà in Champions League l’anno prossimo. L’Italia sembra lontana, stando alle parole del suo agente, eppure vedere il centrocampista abruzzese in Serie A (dove non ha mai avuto la possibilità di esprimersi) sarebbe un motivo di prestigio e di crescita anche per la massima serie italiana: trovare una squadra che abbia la forza economica e l’appeal per riportare in patria il centrocampista del 1992, darebbe lustro a tutta la lega. Ma chi può farlo in questo momento? La Juventus e l’Inter sono le uniche due in grado di poter mettere sul piatto un progetto ed un capitale sufficiente a strappare Verratti alla concorrenza. Non è semplice, ma un tentativo merita di essere fatto.

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