Marco Verratti: un talento che sta cercando di diventare fuoriclasse

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Numeri impressionanti al di là delle parole

Quando tutto è finito, lo sguardo si è perso per un secondo nella dimensione dei ricordi. In quel cielo di Parigi che sembra, in questi momenti, il più bello del mondo. Gli occhi a fissare l’infinito, un sorriso compiaciuto smorzato dalla stanchezza. Perché non c’è niente di più dolce di ripensare al passato nel trionfo: Marco Verratti avrà rivissuto in un lampo gli anni di Pescara, quando fioriva il suo talento in Serie B innaffiato dalle sedute tattiche di Zeman, mentre in Europa e nel mondo si scrivevano le ultime conquiste di un’epoca dominata dal Barcellona di Guardiola. Sarà stato un attimo, un tuffo velocissimo nei ricordi. Poi riecco il presente, e che presente! Lui, il piccolo Marco (ormai solo di statura), protagonista di una serata di assoluto livello tecnico. Verratti è il cervello, il motore e l’anima quasi alla stessa maniera di questo Paris Saint Germain capace di demolire in novanta minuti quel Barcellona che, sì non è più quello di Guardiola, ma è pur sempre la corazzata che schiera davanti Neymar, Messi e Suarez. “Abbiamo giocato molto bene, il mister (Emery, ndr) conosceva bene il Barcellona – ha raccontato Verratti a Premium Sport – e faccio grandi complimenti a lui perché ci ha messo in guardia e ci ha detto come metterli in difficoltà”.

L’evoluzione di un talento tutto italiano

In una sola notte Marco diventa il re di Parigi. O meglio, chiamatelo pure Le Roi, perché il ricorso al francese mai come in questo momento appare appropriato. Lo ha fatto nel momento più importante e più delicato, contro i maestri del calcio totale dell’ultimo decennio sovrastando il centrocampo catalano schierato con André Gomes, Busquets e Iniesta. Raramente i numeri falliscono, e sicuramente questa sera raccontano alla perfezione la prestazione di Marco Verratti: 90% di passaggi positivi, due occasioni creare, l’assist per il momentaneo 2-0 di Draxler, 4 tackle vinti, epicentro continuo e nevralgico del gioco dei parigini. Per chi non se lo ricordasse, Marco Verratti ha ancora 24 anni. Siamo abituati a vederlo sulla scena del grande calcio da tempo, e forse per questo alle volte dimentichiamo che è un figlio degli Anni Novanta. Nato a Pescara nel 1992, in questa notte al Parco dei Principi ha firmato probabilmente la sua migliore e più convincente prestazione di sempre. Naturale che dopo un’impresa così la sua voglia di cambiamento (e magari di tornare in Italia) sia ai minimi storici. “Mi fa piacere quando le grandi squadre si interessano – confessa – però ci deve essere anche dall’altra parte la voglia di cambiare e io in questo momento questa voglia non ce l’ho”. L’impressione è che siamo di fronte all’evoluzione di un talento assoluto, pronto ormai al salto di qualità definitivo. E dal blu del Psg all’azzurro di Ventura è davvero un attimo. Ora però fermi tutti: in questa notte mettete la corona al piccolo Marco. E’ lui Le Roi di Parigi.

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