Mario Mandzukic: il bomber dai gol decisivi con una propensione al sacrificio

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Ogni gol è una vittoria

Strano a dirsi, ma adesso la Juventus non può prescindere da Mario Mandzukic. Ora che Allegri ha scelto il suo tridente, oggi che “l’ex” centravanti croato ha appena deciso un match che sembrava destinato al pantano. Ridefinendo il concetto: Mandzukic + Higuain si può. Crotone, Mandzukic ha segnato il suo primo gol “insieme” a Higuain, spazzando via gli ultimi dubbi sulla convivenza dei numeri nove. Sembrava destinato a lasciare la Juve o a fare il vice del Pipita così come Pjaca di Dybala, invece il croato s’è trasformato in un indispensabile attaccante di fatica. Senza i numeri dei tempi al Bayern Monaco o all’Atletico Madrid, si capisce, ma nemmeno soffrendo per l’arrivo di Higuain come della concorrenza di Morata.

Un tridente da testare anche in Champions

Punta, centrocampista aggiunto, perfino terzino di rincorsa, il croato è al quinto gol stagionale in Serie A e settimo in tutte le competizioni: dal suo arrivo a Torino, ogni volta che Mandzukic ha segnato (19), la Juventus ha vinto. Per questo, perché potesse giocare da titolare e segnare “all’occorrenza”, Allegri ha ridisegnato il modulo bianconero chiudendo la fase di transizione del dopo-Pogba. Era successo senza Tevez, Pirlo e Vidal: riaccade oggi e la Juve è sempre la squadra da battere. Resta da capire come la Juve giocherà in regime di turnover, ovvero alla vigilia della fase finale di Champions League. Perché in rosa non c’è un altro Mandzukic ma di certo non mancano certe alternative che permettano la conservazione del nuovo modulo. Si chiamano Cuadrado che, rigenerato dal gol contro l’Inter, può giocare allineato alle punte, e Marko Pjaca che a Crotone ha debuttato da titolare, mostrando altri sprazzi di classe nella frenesia del giovane talento scalpitante. E in fondo a Mandzukic, se Higuain dovrà tirare il fiato, non dispiacerà tornare a fare il centravanti.

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