Matteo Gabbia: il fulcro su cui costruire il Milan dei prossimi anni

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Le gesta

Matteo Gabbia si è da poco lasciato alle spalle un’annata davvero straordinaria condita da 22 presenze e 3 gol tra campionato e Primavera TIM Cup, conclusasi con la prima convocazione in prima squadra da parte di Vincenzo Montella, il 07/05/2017 per la sfida contro la Roma. All’inizio della scorsa stagione, mentre si stava allenando a Milanello per il progetto Milan Gold, venne notato dallo stesso Montella per alcune giocate di pregevole fattura e subito venne inserito tra i convocati per l’amichevole contro il Bordeaux. Matteo è come detto, un prodotto del settore giovanile del Milan ed è attualmente una delle più grandi promesse sul quale tenere gli occhi puntati. Fa parte di una generazione molto interessante di giocatori nati tra il 1998 e il 1999, tra i quali figurano Gianluigi Donnarumma, Niccolò Zanellato e Patrick Cutrone. Definito più volte un vero e proprio Jolly a seconda delle esigenze e delle richieste dell’allenatore è un giocatore molto versatile, dotato fisicamente, e molto intelligente tatticamente.

I trascorsi in rossonero

Molto abile nella lettura delle situazioni di gioco, può ricoprire sia il ruolo di difensore centrale, come avvenuto nella scorsa stagione con gli Allievi Nazionali guidati da Riccardo Monguzzi, sia quello di centrocampista-mediano in quanto considerato tale da Montella, adattandosi alla perfezione al ruolo sia per capacità tattiche che per personalità. Vista l’eleganza nei suoi movimenti trovano già spazio paragoni di un certo livello che lo ritraggono come perfetto erede dell’ex campione di Bayern Monaco, Barcellona e Milan, l’olandese Mark van Bommel. Nel 2016, ha inoltre preso parte al Campionato Europeo Under 17 insieme ai compagni Alessandro Plizzari e Raoul Bellanova, competizione nella quale gli aspiranti campioni non sono riusciti a superare un girone molto duro che prevedeva confronti con squadre del calibro di Spagna, Paesi Bassi e Serbia, ma nonostante ciò hanno dato un chiaro segnale di quello che sarà il potenziale per il futuro. Per Matteo la strada è ancora lunga ma il ragazzo cresce più che bene e il Milan ringrazia.

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