Matteo Politano: il romano che ha fatto la fortuna del Sassuolo

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La gavetta e l’approdo tra i grandi

Così era stato additato, come un scarto, e svenduto da coloro i quali non credevano più in lui. Ora Matteo Politano è il gioiello che non ti aspetti e ogni domenica fa impazzire il Mapei Stadium. Polly (nomignolo improbabile, avete ragione) è nato a Roma e cresciuto calcisticamente nel prolifico settore giovanile della squadra omonima. Per otto lunghi anni ha vestito la casacca della primavera giallorossa, vincendo pure un campionato primavera, ma evidentemente tutto questo tempo è stato insufficiente per rendersi conto delle sue eccellenti qualità. Giudicato sempre un talento acerbo, per migliorare le sue doti la via più sicura era quella del prestito. La neopromossa Perugia si fa avanti e così, dalla sua Roma, si trasferisce in Umbria. La Lega Pro è un ottimo punto di partenza, una buona palestra per un ragazzo di 19 anni. Matteo gioca da titolare e con 8 reti in campionato e numerosi assist trascina la squadra umbra ai play-off,  svaniti alle semifinali contro il Pisa. Tornato a Roma dopo la parentesi con i grifoni era necessario un anno di cadetteria prima di fare il grande salto di qualità: chi meglio del Pescara, storica fucina di talenti come lo storico tridente Insigne-Immobile-Verratti? Milita due stagioni in Serie B tra le fila degli abruzzesi  e qui trova la definitiva consacrazione. Un primo anno di ambientamento e il secondo da condottiero, Matteo diventa un giocatore essenziale per quel Pescara sempre alla caccia della promozione con un bottino totale di dodici gol e dieci assist. La maturità richiesta è stata raggiunta, il salto di qualità ad un passo: Politano rientra alla base ma a Roma non sono ancora convinti, non sono sicuri che Polly possa incidere veramente.

Un futuro in Nazionale tutto da scrivere

Chi poteva bussare alla porta a questo punto, se non l’avvenente Sassuolo? Gli emiliani, realtà eccellente del made in Italy dal punto di vista calcistico, acquisiscono in prestito il giovane romano, ed ecco finalmente la Serie A. Di Francesco, da bravo talent scout, comprende subito l’importanza di un giocatore che può svolgere quasi tutti i ruoli del comparto offensivo. Ala destra, sinistra, trequarista, seconda punta; in carriera aveva giocato in tutti i ruoli interpretando al meglio ogni posizione. La fiducia dell’allenatore viene presto ripagata sul campo con 28 partite giocate (soltanto 11 da titolare), 5 reti e due assist, non male per un esordiente al suo primo anno tra i grandi. Ironia della sorte, la prima rete in Serie A è stata segnata proprio contro la Roma, forse un segno del destino. Per poi segnare a Udinese, Frosinone e chiudere in bellezza con la doppietta contro l’Inter. Nel Sassuolo brilla una nuova stella, di nome Matteo Politano, pronta a far volare in alto la propria squadra. Come premio all’impegno e alla dedizione messa in campo finora è arrivata la prima convocazione in nazionale maggiore da parte del c.t. Giampiero Ventura. Al secondo anno in Serie A essere convocato in nazionale maggiore non è da tutti, è da predestinati. Una bella favola moderna ambientata a Reggio Emilia. E allora corri Polly, come hai sempre fatto, che chi si ferma è perduto.

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