Mattia Caldara: una garanzia assoluta per ogni retroguardia

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Versatile e continuo

Mattia Caldara aveva già esordito in serie A nell’ultima giornata del campionato 2013-14, quando Stefano Colantuono lo aveva inserito nel secondo tempo della partita esterna contro il Catania. Allo stadio Massimino Caldara aveva già in mostra molte delle qualità che lo stanno rendendo uno dei migliori giovani del nostro campionato. Ci mette 45 minuti a essere il giocatore della partita a effettuare più spazzate: 7 in un solo tempo. Gasperini lo impiega come centrale nella sua difesa a 3. Una novità per un difensore abituato, sia nei club che nell’under 21, a giocare in una difesa a 4. Caldara però non ha avuto alcun problema a interpretare alla perfezione la fase difensiva degli “orobici”. Caldara è alto 187 cm e pesa 80 Kg: un difensore robusto, dotato di discreta progressione sul lungo, ma poco reattivo nel breve e senza particolare forza esplosiva. Eppure è molto bravo a utilizzare bene il suo corpo e a nascondere i propri difetti atletici. È un destro naturale, ma riesce a utilizzare con buona disinvoltura il piede sinistro nella circolazione del pallone. Controllo, conduzione palla e passaggio sul breve sono sufficientemente sicuri, mentre i passaggi lunghi e i filtranti hanno margini di miglioramento. Proprio a causa di doti atletiche non eccezionali, Caldara è un difensore tattico e cerebrale, che ha nella concentrazione e nella comprensione del gioco le proprie principali armi. In particolare, la sua qualità migliore è probabilmente il senso della posizione, sia lontano dalla propria area di rigore che più vicino alla propria porta.

Enormi margini di miglioramento

Caldara viene descritto da tutti come un ragazzo tranquillo e umile. Dice di andare a trovare i nonni praticamente ogni giorno. Ha raccontato di essere cresciuto con il poster di Chiellini in camera, di cui apprezza la grinta che lui ritiene di non avere, ma non ha avuto il coraggio di chiedergli la maglietta alla fine della partita contro la Juventus. In campo però dice di ispirarsi ad Alessandro Nesta. La sua tranquillità si esprime anche in campo, dove mostra un gioco attento ed estremamente riflessivo. Si è perfettamente adattato al calcio di Gasperini a dimostrazione della maturità tattica che gli ha consentito di interpretare il ruolo di centrale in una difesa a 3 fortemente aggressiva e orientata sull’uomo, forse distante dalle sue naturali caratteristiche. È un difensore estremamente tattico e dotato di ottime capacità di lettura del gioco, ma con buoni margini di miglioramento sui suoi difetti: l’atletismo, la tecnica, la personalità. Certo, a 22 anni Caldara può – e deve – ancora migliorare le sue doti di forza ed esplosività, oltre alla qualità della sua impostazione della manovra lavorando sulla tecnica di passaggio e sulla capacità di assumersi responsabilità in costruzione. Ma già oggi, assieme a Rugani e Romagnoli – salvo gli imprevisti che nel bene e nel male fanno parte del calcio – Caldara può essere considerato il futuro dei difensori italiani, che ancora una volta appare roseo e all’altezza della propria tradizione.

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