Riccardo Marchizza: un difensore da tenere d’occhio nel breve termine

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Perchè tenerlo d’occhio

Riccardo Marchizza nasce nella capitale il 26 marzo 1998. A sei anni, come tanti altri bambini, inizia a giocare a calcio nella squadra del paese, la Tor Lupara conosciuta oggi come Fontenuova, ma lui non è come tanti altri bambini e infatti già a nove anni supera un provino con la Roma che senza esitare lo manda subito nei Pulcini, insieme a ragazzini 6 mesi più vecchi di lui. Da li parte la sua storia e la sua incredibile escalation che, scommetteteci, lo porterà a brevissimo in Serie A. Prima capitano dei Giovanissimi Nazionali, poi complici un paio di gol da metà campo contro Ascoli e Lazio (e il derby è derby in ogni età e categoria) la promozione seduta stante negli Allievi Nazionali di mister Muzzi. Siamo nella stagione 2013/2014 e il ragazzo, sotto età, parte nelle retrovie ma in pochissime partite trova una maglia da titolare fino a diventarne un elemento insostituibile. Prestazioni, e gol, che hanno convinto lo storico mister della Primavera Alberto De Rossi a portarlo con se già nella stagione successiva, sempre sotto età, e a regalargli qualche maglia da titolare sia in campionato che in Youth League, 20 per l’esattezza con 3 gol segnati, non male per un centrale di 16 anni! La crescita è proseguita, come numeri e come rendimento, nella scorsa stagione: 36 presenze tra campionato e la Champions dei giovani e ben 7 gol con un finale in agrodolce: nella finale Scudetto sbaglia il suo rigore ma a trionfare è proprio la sua Roma.

Piccoli passi verso l’èlite

L’inizio di questa stagione per Riccardo promette altrettanto bene: intera preparazione svolta agli ordini di Spalletti con la soddisfazione del gol vittoria in amichevole contro i russi del Terek Grozny, chiamata del Crotone che lo voleva per puntellare la difesa e no secco dei giallorossi. Quest’anno Marchizza non si muove da Trigoria. Il modello di Marchizza è lo juventino Barzagli che, infatti, con le dovute proporzioni ne ricorda il modo di giocare e di stare in campo. Difensore centrale quindi, con una tecnica e un piede che nelle categorie giovanili gli hanno permesso di giocare anche da regista di centrocampo e una velocità che lo rende adattabile anche sulla corsia sinistra. Difensore veloce quindi, sia in progressione che nello stretto, e dotato di un’ottima struttura fisica fatta di 185 centimetri per 80 chili ma con una grande peculiarità: la pericolosità in fase offensiva. Che sia dagli undici metri o su punizione infatti il sinistro di Marchizza, forte e preciso, suona quasi come una sentenza. Quest’anno gli farà comodissimo per migliorare in cattiveria, si tratta infatti di un difensore bello da vedere e pulito ma forse troppo buono, con il tempo imparerà a posare il fioretto per impugnare, quando serve, la sciabola.

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