Ronaldinho: l’esteta del calcio appende le scarpe al chiodo

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Barcellona e la Leggenda

Ronaldinho nasce a Porto Alegre il 21 marzo 1980. Fin da piccolo, Dinho è un grande tifoso del Gremio, perciò, per lui è un sogno quando suo fratello Roberto de Assis, nel 1987, debutta nella prima squadra azulnegra. Il vero talento di casa de Assis, però, è quel bambino coi dentoni: vederlo giocare in strada è uno spettacolo. Per tutto il Brasile iniziano a girare filmati di questo piccolo fenomeno che salta gli avversari come se fossero birilli.Gli osservatori del Gremio, non ci mettono molto a mettere sotto contratto anche il fratellino di Roberto ed inserirlo nel settore giovanile della squadra. Ronaldinho è poesia in movimento: con il pallone fra i piedi danza, e lo fa a ritmo di samba. Nessuno riesce toglierli la palla, che sembra come incollata ai piedi. In futuro, rivelerà il suo segreto: per anni, si è allenato scartando il suo cane, Bom Bom. Nel 1992, però, Roberto deve lasciare il Gremio a causa di un grave infortunio: vola a giocare in Svizzera. Dinho si trova solo, ma inizia la sua scalata verso la gloria.

I momenti di gloria

Tantissimi sono stati i gol, tantissimi gli assist, tantissime le gioie, però, due sono, però, le date che racchiudono al meglio l’immagine di Ronaldinho in maglia Blaugrana: 8 marzo e 19 novembre 2005. L’8 marzo, il Barcellona si trova a giocare il ritorno degli ottavi di finale di Champions League contro il Chelsea di Josè Mourinho. All’andata, gli spagnoli si erano imposti 2-1 al Camp Nou. A Stamford Bridge, la partita si mette subito malissimo, e i Blues vanno sul 3-1. Al minuto 38, però, succede una magia: la palla arriva al limite dell’area di rigore, dove Iniesta serve Ronaldinho. Gli inglesi sanno che è il giocatore più pericoloso, è gli vanno tutti addosso. Lui, con un movimento di bacino, inganna Terry, Ricardo Carvalho e compagnia, insaccando il pallone di punta alle spalle di un impietrito Petr Cech. Alla fine, però, il Chelsea vincerà 4-2 e il Barça sarà eliminato. Il 19 novembre 2006, invece, si gioca il Clasico: Real Madrid e Barcellona si giocano la vetta della classifica, la partita è tesissima. La decide lui. Una tripletta di Ronaldinho piega i Blancos ma, quello che accade dopo il suo terzo gol, ha dell’incredibile: tutto il Santiago Bernabeu si alza in piedi per applaudirlo. Il Santiago Bernabeu sta tributando una standing ovation ad un giocatore del Barcellona!!

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