Salvatore Sirigu: la necessità di ritrovare una sicurezza tra i pali

salvatore-sirigu

Una crisi apparentemente senza fine

Se lo chiedevano un po’ tutti a fine mercato: “Che fine ha fatto Sirigu?”. Anzi, meglio: “Dov’è finito?”. Domanda più che lecita, proviamo a rispondere: “Osasuna”. Per i meno esperti: Liga spagnola. Semplice semplice. Anche se a guardare la situazione di classifica non si direbbe. Baschi penultimi a 10 punti, un momentaccio. Ed è qui che scatta un’altra domanda: “Cosa ci fa Sirigu in una squadra così?”. Miglior portiere della Ligue 1 per due anni consecutivi, 4 titoli di Francia. Poi 3 Supercoppe, 2 Coppe di Lega, 2 Coppe Nazionali e la maglia azzurra da vice-Buffon. Insomma, non il classico “scarso”. Ora, però, l’arrivo all’Osasuna e una sfiza di perché. “Declino fisiologico? Ha subìto il colpo dell’esclusione dal Psg?”. Ancora: “Poca sicurezza?”. Domande alle quali è anche difficile rispondere. “E’ andata così, punto”. E a capo. Prestito secco fino a giugno dopo l’esperienza-no al Siviglia. Sirigu riparte ancora dalla Spagna. Poca fiducia, tantissimi sfoghi: “Se vogliono che me ne vada, me lo dicano e tolgo il disturbo. Non voglio essere un peso”. E ancora: “Tornato dalle ferie capii che volevano sbattermi fuori, non ho mai potuto giocarmela alla pari, non sono mai stato preso in considerazione”. Delusione totale, specie dopo 178 presenze col club: “Ci sono rimasto malissimo”. Nel mezzo, anche un po’ di sfortuna. Gioca – e perde – una gara all’Europeo, eterno secondo di quel Gigi che non si ferma mai. Anche se Sirigu lotta ancora per il posto: “Buffon, goditela fin che puoi! Quella maglia poi toccherà a me”.

Una carriera costellata di successi

Solo parole fin qui. Un mistero il suo, il classico esempio di come la chiave del successo resti sempre la fiducia. Confianza, sì. Quella che vorrebbe ritrovare all’Osasuna dopo aver sfiorato il Cagliari, la squadra che lo scartò da ragazzino: “Ci stava, non ero ancora formato”. Nessun rimpianto, ci pensò il Venezia: “Questo ha un curriculum da professionista, avrà successo”. Detto, fatto. Finché c’è la fiducia… Il 13 maggio 2012 viene inserito dal CT Prandelli nella lista dei 32 calciatori pre-convocati per la fase di preparazione in vista dell’Europeo 2012, venendo poi incluso nella lista definitiva consegnata il 29 maggio come terzo portiere dietro Buffon e De Sanctis, ma non rendendosi necessarie sostituzioni fino alla finale, non gioca alcuna partita; la nazionale italiana perde 4-0 contro la Spagna in finale. Il 16 maggio 2013 viene inserito da Prandelli in una lista di 31 giocatori da cui uscirà la rosa per la FIFA Confederations Cup 2013, venendo confermato in essa nella lista ufficiale consegnata il 3 giugno. Non gioca alcuna partita in tale torneo, ma vince la medaglia di bronzo dopo la finale per il terzo posto vinta contro l’Uruguay. È stato inserito nella lista dei 23 convocati per il Mondiale 2014 in Brasile. È lui a difendere i pali degli Azzurri al debutto al Mondiale, ben figurando, per via di un infortunio occorso a Gianluigi Buffon alla vigilia della partita contro l’Inghilterra, vinta dall’Italia per 2-1. Resta invece in panchina per le successive due partite contro Costa Rica e Uruguay, perse entrambe per 1-0 che non consentono all’Italia di qualificarsi per il turno successivo. Viene confermato come secondo portiere anche per l’Europeo 2016 in Francia, dove a qualificazione già avvenuta viene schierato titolare nella terza partita del girone persa 1-0 contro l’Irlanda.

Leave a Response