Sebastian Giovinco: il salto in America tra gol e spettacolo

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Una decisione rischiosa

Da tre anni a questa parte Sebastian Giovinco cammina sulle acque. In MLS la sua tecnica, la sua velocità e il suo complessivo talento sono talmente superiori al contesto circostante che quando Giovinco fa una delle sue giocate il mondo sembra sul punto di collassare ed esplodere invaso da una luce troppo forte. Nel calcio per come siamo abituati a conoscerlo, il caso di Giovinco è quasi unico. Un giocatore dal talento evidente e originale, ma con alcuni limiti fisici insuperabili, si è trasferito negli Stati Uniti appena prima di finire nel tritacarne competitivo del nostro campionato. Ancora nel pieno della sua età, l’impatto del talento di Giovinco sulla MLS è stato quello di un cataclisma: c’è una MLS pre-Giovinco e una MLS post-Giovinco. Alla fine della sua prima stagione Giovinco ha vinto tutti i premi individuali possibili: classifica gol e assist, gol dell’anno, miglior debuttante della lega e, ovviamente, miglior giocatore della lega. E quest’anno le cose non accennano a poter cambiare. Ogni settimana scendono nelle nostre timeline video di Giovinco che sembra Maradona. La sua vita si è trasformata in un interminabile sequenza di dribbling tra uomini inermi.

Lontano dal calcio che conta

La reazione a questi video è la stessa da tre anni e passa da da uno spettro di sorpresa ed eccitazione generica – che il più delle volte consiste nel capire che cazzo ha fatto Giovinco – e arriva alla demolizione del valore di quella giocata, perché eseguita in un contesto troppo poco competitivo. È un cortocircuito più complicato di così però, perché è molto difficile capire quanto il livello di competizione ha inciso – ed eventualmente in che modo – nel generare una giocata che comunque esiste, autosufficiente nella sua straordinarietà. Nelle due scorse stagioni Giovinco aveva giocato poco e male con la Juventus, smentendo le alte aspettative nei suoi confronti dopo due grandi stagioni col Parma e una buona stagione iniziale con la Juventus. Il suo trasferimento in MLS – un campionato considerato meno competitivo di molti campionati nazionali europei – era stato considerato una specie di pensionamento anticipato, a soli 27 anni. Si parlò anche molto del suo stipendio, considerato eccessivo: con sei milioni di euro di base e 2,5 fra bonus e diritti d’immagine, ancora oggi è il calciatore italiano più pagato al mondo.

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