Serie A: l’analisi del girone d’andata

gianluigi-buffon-juve

La Juve pensa al sesto titolo consecutivo

Alla regola del bilancio di fine anno non sfugge niente e nessuno, tanto meno la serie A, che chiude l’anno alla sua 18ª giornata di questa nuova stagione non avara di sorprese. Partiamo dalla vetta dove, in realtà, non esiste l’effetto sorpresa perché è ancora la Juventus a comandare la classifica per il sesto anno consecutivo, con la metaforica medaglia di campione d’inverno. Dopo i 3 anni di Conte, si susseguono due e mezzo di un Massimiliano Allegri non proprio felice durante le feste.

I bianconeri arrivano dalla sconfitta contro il Milan in Supercoppa Italiana, disputatasi a Doha, in Qatar. Una sconfitta maturata ai rigori, iniziata bene dalla Juve ma poi passata nelle mani di un Milan che ha creato troppe occasioni pericolose da poterle ricordare tutte. Si sa che è sempre l’allenatore a passare per primo sotto i raggi X degli addetti ai lavori e dei tifosi stessi, mai così blandi col tecnico livornese.

La Juve vince, e questo è assodato, ma quando perde lo fa nel peggiore dei modi e cioè non giocando. Sono lontani i tempi della Juve battagliera del pugliese immigrato in Inghilterra, dove sta dominando la Premier? Quesito dal retrogusto retorico e volutamente tale, perché tutto è relativo se si pensa che tra i due chi ha fatto molto meglio in campo europeo è Allegri.

Che sorpresa il Milan di Montella

Se i bianconeri non sono una sorpresa, il Milan lo è. Come spiegano anche gli esperti di calcio di siti di scommesse come questo, tra le cosiddette “7 sorelle”, i rossoneri stanno facendo più di quello che le aspettative reali rappresentavano. Dalle macerie di una squadra pregna di pesi morti, età media alta e ingaggi pesanti, prima Mihajlovic poi Montella hanno portato ordine sia ambientale che tattico. Non sono mancati gli errori, gli azzardi, ma la spina dorsale si sta formando. Da Donnarumma e Romagnoli, “nati” sotto la spinta del tecnico serbo, a Paletta, che sta disputano la sua migliore stagione in carriera, e soprattutto Suso, due elementi rinati sotto la guida dell’ex attaccante della Roma, oggi tra i migliori allenatori italiani in circolazione. Il giovane centrocampista spagnolo si sta rivelando uno dei migliori in questa prima parte, classico elemento che quando gira ti risvolta una gara intera. È sempre più un Milan che punta sulla franchigia del futuro, su quei giovani che tante soddisfazioni stanno regalando ai tifosi milanisti, Locatelli è forse il simbolo di ciò dopo la bellissima rete che ha deciso la sfida contro la Juventus a San Siro.

Pensi alle sorprese e non puoi esimerti dal nominare un certo Andrea Belotti, mattatore in quel di Torino e sempre più protagonista di questa stagione con i suoi 13 gol, stessi di Dzeco, che però merita un discorso a parte. La differenza tra lo scorso anno e questo è così abissale da pensare che lo Dzeco del 2015 sia stato un fake. Ora il bomber giallorosso c’è e si vede, segna e fa segnare con una facilità degna del suo nome.

Uno sguardo alla classifica per vedere quanto in alto sia l’Atalanta, squadra rivelazione e fucina di tanti talenti. I neroazzuri bergamaschi sono forse la squadra con la migliore condizione fisica in Italia, ma anche il Torino sta battendo una strada che sembra ancora quella giusta, nonostante il cambio panchina in estate.

Leave a Response