Simone Palombi: estro da vendere unito al fiuto per il gol

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Un illusionista dai piedi fatati

Dai presentimenti dello scorso campionato, alla conferma di questo inizio di stagione: è Simone Palombi la nuova promessa del calcio nostrano. Fin da piccolo Simone fece subito parlare di sé per abilità tecniche e un atteggiamento mentale da veterano. Proprio per questo motivo, è stato impiegato spesso in categorie superiori rispetto alla sua età e altrettanto spesso ha dimostrato di essere all’altezza e di avere qualità importanti, soprattutto quando si tratta di metterla dentro. Esordienti, Giovanissimi, Allievi e Primavera: tutti campionati che hanno conosciuto il fiuto del gol di questo ragazzo e tutti, ovviamente, in maglia biancoceleste. Palombi nasce e gioca subito da prima punta, ma col tempo si è adattato benissimo anche al ruolo di attaccante esterno nel 4-3-3 di Inzaghi, con Tounkara e Oikonomidis (altri due promettenti aquilotti) a completare l’attuale reparto offensivo della Primavera. Lesto nel leggere le azioni d’attacco e ad aggredire gli spazi. Forse è ancora un po’ leggero dal punto di vista fisico, ma ha nel colpo di testa, la sua arma migliore. Chiedete al giovane Fabrizio Alastra, promettentissimo portiere rosanero, che 2 volte su 3, si è visto trafiggere dalle incornate dall’illusionista Palombi, durante l’ultima giornata di campionato, completamente libero da marcature, non solo per il blackout della difesa siciliana, ma soprattutto grazie alla sua destrezza nel liberarsi e andare indisturbato alla conclusione (il terzo gol, esempio di furbizia).

Un impegno costante per ripagare la fiducia

La stagione di Simone Palombi con la Ternana si può dire che è stata eccellente. C’è sempre grande attesa quando arriva un giocatore da una squadra importante di serie A come la Lazio, anche se dalla primavera. Utilizzato pochissimo ad inizio stagione, non riesce praticamente mai a lasciare il segno. Il gol arriva alla quattordicesima giornata contro la Salernitana, rete inutile purtroppo vista la sconfitta delle Fere. Segna anche nella partita successiva contro l’Entella nella vittoria per 3 – 0, poi la rete pesantissima e decisiva contro il Brescia che regala i 3 punti ai rossoverdi. Sembrava non si dovesse fermare più, con 3 gol in 4 partite e invece arriva un lunghissimo periodo di digiuno dal gol ma sempre dimostrandosi decisivo nella manovra della Ternana. Digiuno che dura fino alla partita contro l’Avellino, dove ripaga la fiducia datagli dal nuovo allenatore Liverani firmando un gol e un assist. Si rende decisivo in altre 2 occasioni: la vittoria fondamentale in trasferta contro il Novara con una doppietta, e sempre con 2 gol contro il Frosinone in casa, mettendo la sua firma indelebile nella corsa delle fere terminata con la salvezza.

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