Simone Zaza: dalla delusione azzurra alla rinascita in Spagna

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Quel rigore contro la Germania

La prima coppia usata da Antonio Conte come allenatore della Nazionale, quella in cui sembrava credere di più, era Zaza-Immobile: erano entrambi poco pronti e discontinui e con il tempo si erano persi in peripezie varie. Adesso la loro forza psicologica li ha risistemati al centro del grande palcoscenico calcistico, con più esperienza. Da quel 2 luglio del 2016, e dal public shaming che ne è seguito, Zaza si è ripreso ed è tornato ad essere una prima punta dinamica e aggressiva, ma sta segnando molto di più rispetto al passato: insomma, potrebbe addirittura essere alla svolta positiva della sua carriera. C’è una sola cosa che Zaza non è riuscito a riprendersi, da quella serata così negativa: la maglia della Nazionale italiana. Tre anni dopo, considerando il loro momento di strepitosa forma attuale, forse è davvero arrivato il momento di dare spazio alla nuova-vecchia coppia azzurra Zaza-Immobile. Forse è davvero arrivato il momento di Simone Zaza, il miglior centravanti della Liga in questo inizio di stagione. Dalla sera del 2 luglio 2016, cioè dalla sconfitta ai rigori contro la Germania agli Europei, noi tifosi ci siamo ripresi subito. Il tempo di deridere chi aveva sbagliato, di chiederne addirittura l’allontanamento dalla Nazionale, e poi, finita l’estate, già tutti con la testa al campionato.

La progressiva risalita

Da quella sera di Bordeaux, invece, c’è chi ha impiegato più tempo per riprendersi: uno di quelli che il rigore l’aveva sbagliato, e male. L’ultimo gol di Simone Zaza, prima di quella partita, fu in uno Juve-Carpi, il primo maggio 2016: non ha più segnato per tutto l’anno solare. Per rivivere l’emozione di un gol, ha dovuto aspettare addirittura 294 giorni, e nel frattempo ha cambiato tre maglie e tre paesi: dalla Juve al West Ham, dal West Ham al Valencia. Da quel 2 luglio è un calciatore nel caos: prima ha perso tanto peso, in Inghilterra poi non si è ambientato e a gennaio 2017 è stato spedito in una squadra disastrata come il Valencia. Il 19 febbraio 2017 segna contro l’Athletic, e si scrolla di dosso un peso. Ma non sembra più lanciato verso una grande carriera, non sembra più lo stesso giocatore, ammesso che si possano mostrare delle qualità in una squadra disorganizzata come il Valencia. Invece Zaza è tornato, in simbiosi con il Valencia, una squadra letteralmente riportata in vita da un allenatore rigoroso e metodico come Marcelino. Tra le tante scelte giuste dell’allenatore asturiano, anche quello di dare fiducia completa al centravanti italiano: decide di non acquistare altre punte, nonostante sia un reparto troppo leggero. Dopo l’esordio in campionato con gol decisivo, Zaza vive un nuovo momento oscuro, uno di quelli in cui sembra non sapersi gestire.

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