Stefano Sabelli: una garanzia davanti alla difesa con propensione offensiva

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I primi passi da professionista

E’ il 22esimo minuto del secondo tempo di Bari-Perugia. 18^giornata del campionato di serie B. La partita non si sblocca, i padroni di casa sono all’assalto della vittoria che li proietterebbe al terzo posto solitario in classifica. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo per i pugliesi, la palla arriva a Stefano Sabelli che fa partire una conclusione spettacolare da fuori area, imparabile per Rosati. Una vera e propria perla, che spezza l’equilibrio del match e che, alla fine, regalerà i tanto agognati tre punti alla squadra di Davide Nicola. Un difensore, chi l’avrebbe mai pensato. Eppure, quando si ha bisogno di gol decisivi, servono anche prodezze del genere. Proprio come quella di Stefano Sabelli, il centrale classe 1993 di scuola Roma, che dal 2012 sta facendo le vere e proprie fortune del Bari. Da quando gioca nel club del capoluogo pugliese, Sabelli ne è diventato sin da subito un perno fondamentale. Non ha ancora una grossa carriera alle spalle, anche perché la giovanissima età non glielo permette. Eppure, Sabelli sta dimostrando – partita dopo partita – di essere uno dei migliori interpreti giovani nel suo ruolo, e di questo potrebbe beneficiarne soprattutto la Nazionale, in futuro. Come detto precedentemente, il ragazzo nativo della Capitale approda nel 2005 nelle giovanili della Roma. La trafila è quella classica di ogni giovane calciatore, ma quella di Sabelli è particolarmente speciale, in quanto è riuscito a vincere ben tre scudetti con la maglia giallorossa: uno con i Giovanissimi Nazionali, nel 2007/2008, guidati dall’allora tecnico Andrea Stramaccioni; uno con gli Allievi Nazionali (stagione 2009/2010) e il terzo con la squadra Primavera, nel corso della stagione successiva. Pur avendo dimostrato notevoli qualità, Sabelli non riesce a conquistare spazio in prima squadra, e il club – terminata la gavetta nelle giovanili – decide di mandarlo a farsi le ossa in serie B.

Ad maiora

Ne approfitta, dunque, il Bari, che nel mese di luglio del 2012 lo ingaggia in prestito con diritto di riscatto della metà. E il trasferimento in Puglia, per il giovane romano, si sta dimostrando una vera e propria manna dal cielo. L’esordio nel campionato cadetto avviene il 25 agosto in occasione del match al San Nicola contro il Cittadella, vinto per la cronaca dai pugliesi con il risultato di 2-1. La prima stagione con la maglia biancorossa è già da incorniciare: 29 presenze totali, idolo dei tifosi che gli assegnano anche il curioso soprannome di “Pendolino”. La stagione pienamente al di sopra della media convince i dirigenti baresi a riscattare la metà del cartellino. E il campionato 2013/2014 si rivela ancora positivo per Sabelli: settimo posto finale, semifinale playoff persa contro il Latina e 41 presenze in totale. In estate, il Bari ottiene l’interno cartellino del giocatore alle buste per 600mila euro. Ora Sabelli è tutto biancorosso. L’anno scorso, non solo riceve il prolungamento del contratto fino al 2019, ma anche lo speciale premio della Lega di serie B che lo piazza al secondo posto nella classifica dei difensori Top 15 del campionato. Le ottime prestazioni con la maglia del Bari regalano a Sabelli anche le prime soddisfazioni con la maglia della Nazionale: la prima gara ufficiale con l’Under 21 è datata 5 settembre 2013, e riesce anche a partecipare agli ultimi Europei in Repubblica Ceca. La favola di Stefano Sabelli è ancora tutta da scrivere. L’inizio è già beneaugurante.

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