Stephan El Shaarawy: il Faraone in cerca del suo trono

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Gli inizi e la passione per il calcio

Calcio e vita di tutti i giorni, tra curiosità e passioni. E’ uno Stephan El Shaarawy che ha toccato diversi argomenti quello intervenuto in diretta sui canali social della Roma: dall’esordio in Serie A ai riti scaramantici, dal rapporto con i compagni ai cibi preferiti, l’attaccante giallorosso ha esordito con un consiglio: “Il segreto per riuscire nel calcio? Crederci sempre, avere una vera passione per questo sport e metterci impegno e dedizione – ha detto il classe ’92 -. Bisogna vivere questo sport come un divertimento e la testa è fondamentale: se si riesce a rimanere umili si diventa campioni. Non c’è stato un momento esatto in cui ho capito che avrei davvero fatto il calciatore, ma quando ho esordito a 16 anni in Chievo-Genoa mi sono reso conto che avrei avuto qualche possibilità. Era l’ottantaquattresimo di una partita prima di Natale, stavamo 0-0, sono entrato e poi abbiamo vinto. E’ stato un esordio da sogno, il 21 dicembre 2008, una data indimenticabile”. “La passione per il calcio è nata grazie a mio padre nei campetti sotto casa – ha proseguito l’ex Milan -, ci sono tornato poco tempo fa con i miei amici ed è stato davvero bello. Gli inizi? A 5-6 anni ho cominciato a giocare e intorno agli 11 anni mi sono trasferito al Genoa, da lì è partita la mia carriera. Non mi ricordo la prima volta che sono stato in uno stadio perché ero in passeggino, mio padre mi portò a vedere il Genoa a Marassi. Poi ho fatto diverse volte il raccattapalle, quello stadio è fantastico. La materia preferita a scuola? Educazione fisica! E anche italiano dai”.

Le stagioni al Milan e alla Roma

E infine gli idoli, il rapporto con i compagni e qualche curiosità: “Kakà è sempre stato un esempio per me, sia in campo che fuori. Quando ho avuto l’opportunità di conoscerlo le impressioni sono rimaste le stesse – ha concluso El Shaarawy – Il compagno con cui mi trovo meglio alla Roma? Salah, dopo le partite andiamo spesso a cena insieme e con lui ho un grande rapporto, soprattutto adesso che sta imparando meglio l’italiano e viene più semplice comunicare. E poi anche perchè sono molto legato all’Egitto per le mie origini. Comunque anche gli altri compagni sono allegri e disponibili, i brasiliani soprattutto sono molto solari. Il mio posto preferito a Roma è il Colosseo, mentre come serie TV scelgo Prison Break. Il piatto che preferisco? Le trofie al pesto, mentre qui a Roma fanno molto bene la ‘cacio e pepe‘. Ho diversi riti scaramantici e sono molto superstizioso, per questo non dico quali sono, ma se fate attenzione quando entro in campo si può vedere qualcosa. Un consiglio per riuscire ad avere i capelli come i miei? Bisogna andare dal mio parrucchiere, ne ho tre: uno a Savona, uno a Milano e uno a Roma. Ci metto pochissimo a pettinarmi, ormai si sistemano da soli con phon, un po’ di cera e lacca“.

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