Tattica calcio: l’arte del libero, l’ultimo baluardo difensivo

tattica-calcio-libero

L’importanza del numero 6 nella tattica calcio

Fin quando nel calcio veniva seguita la corrispondenza numero-ruolo, il giocatore che indossava la maglia numero 6 era il “libero”, ossia l’uomo libero da marcature chiamato ad intervenire nel caso in cui un avversario si fosse divincolato dal controllo del proprio marcatore. Inoltre, quest’ultimo era chiamato a dirigere i movimenti della retroguardia oltre ad essere l’ultimo uomo prima dell’estremo difensore. Nel calcio attuale il libero è ormai praticamente scomparso in concomitanza con il cambiamento del gioco, oggi molto più settoriale e basato sull’impiego costante della tecnica del fuorigioco. Tale ruolo, tuttavia, ha subito nel corso dei decenni un evoluzione che va ben oltre la teoria e che ha influenzato il modo di giocare di moltissime squadre e allenatori. Uno dei primi esempi fu rappresentato da Bobby Moore, capitano della nazionale inglese nel 1966, nonché bandiera del West Ham con 544 presenze timbrate in carriera. Il suo impatto sul calcio fu talmente efficace da valergli l’ingresso nella Hall of Fame nel 2002.

Beckenbauer dà l’avvio ad una generazione di fenomeni

La più grande interpretazione del ruolo a cui si è assistiti è stata senza dubbio quella di Franz Beckenbauer, attuale presidente del Bayern Monaco e inserito al terzo posto nella classifica dei migliori calcatori del XX secolo. Il campione di Monaco è risultato inoltre il primo giocatore a vincere i Mondiali sia da giocatore che da allenatore, senza considerare gli innumerevoli successi colti a livello di club. Venendo al nostro paese, non possiamo non citare nomi del calibro di Gaetano Scirea e Franco Baresi, entrambi originari di Milano, ma separati da un destino alquanto diverso. Il primo ha indossato oltre 300 volte la moglie della Juventus coronando la sua carriera con la Coppa del Mondo ottenuta nel 1982, mentre il secondo è considerato uno dei maggiori talenti ogni epoca del nostro calcio, un campione capace di coniugare perfettamente estro ed eleganza come pochissimi esponenti a lui coevi. Altro esponente che ha brillato in Italia è certamente Aldair, cardine della difesa romanista che vince lo Scudetto nel 2001. Mai conosciuto per una tecnica sopraffina, il brasiliano si caratterizzò grazie ai suoi movimenti efficaci che spesso costringevano gli attaccanti alla resa.

Nesta e Bonucci, ultimi esponenti del calcio moderno

Trattando per ultimo il calcio moderno, due nomi su tutti vengono in mente: Alessandro Nesta e Leonardo Bonucci. L’azzurro vestì le casacche di Lazio e Milan, oltre ad essere stato uno degli eroi che condussero la Nazionale al trionfo in Germania nel 2006. Il difensore in attività che meglio sintetizza nel calcio moderno il ruolo del libero è il bianconero Leonardo Bonucci. Certo, rispetto agli anni ’80 sono trascorsi 30 anni, ma ciò che lo juventino ricopre nella difesa a tre che ha caratterizzato gli ultimi anni vincenti dell’era Conte ed ora di quella targata Allegri. Un’ulteriore evoluzione visto che l’ex Bari è diventato un vero e proprio regista della squadra. Dai suoi piedi partono tutte le azioni, un elemento quasi insostituibile per la Juventus e per la nazionale italiana. 

A cura di Simone Brugnoli

Leave a Response