Vincenzo Montella: l’epitome del basso profilo con alte ambizioni

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Catania e Firenze le prime tappe dell’avventura

“Ambizioni alte e profilo basso”: e’ il motto di Vincenzo Montella che, dopo il trionfo in Supercoppa Italiana contro la Juventus, si gode l’apice di una carriera da allenatore che lo sta proiettando sempre più ai vertici dopo i successi come giocatore. Andiamo a ripercorrere le tappe principali attraverso il riferimento alle squadre su cui si è seduto in panchina. Il 9 giugno 2011 diviene l’allenatore del Catania in Serie A; ottenendo la salvezza a fine campionato. Il 19 aprile 2012 vince il premio di “Miglior Allenatore del Mese” di marzo. Dopo essere arrivato 11º in campionato con il nuovo record di punti, quota 48, il 4 giugno il Catania annuncia di aver trovato un accordo di massima per l’interruzione del rapporto con l’allenatore campano. L’11 giugno 2012 diventa l’allenatore della Fiorentina, firmando un contratto biennale con opzione per la stagione successiva. La sua squadra apre la stagione con un vittoria di 2-1 sull’Udinese. A Firenze il tecnico plasma una squadra che ruota intorno ad un centrocampo molto tecnico formato da Aquilani, Pizarro e Borja Valero, integrato con i giovani attaccanti Ljajic e Jovetic. L’annata è molto positiva per la Fiorentina, che mette in mostra uno dei migliori collettivi della Serie A, e conclude la stagione al quarto posto mentre in Coppa Italia arriva fino ai quarti di finale venendo eliminato dalla Roma. Al termine del campionato, Montella viene insignito del Premio Nazionale Enzo Bearzot. Il 28 maggio 2013 ad Amalfi gli viene assegnato il premio “Panchina giusta”[25] nel corso del meeting Football Leader organizzato dall’Assoallenatori. Il 20 agosto 2013 rinnova il contratto con la squadra viola fino al 30 giugno 2017. Nella stagione seguente perde la finale di Coppa Italia contro il Napoli, arriva fino agli ottavi di finale di Europa League venendo eliminato dalla Juventus e si piazza di nuovo 4º in campionato.

Sampdoria e Milan ne legittimano lo status di giovane emergente

Nell’annata 2014-2015 viene eliminato nelle semifinali di Coppa Italia dalla Juventus e di Europa League dal Siviglia e in campionato arriva ancora al 4º posto. L’8 giugno 2015, con un comunicato sul proprio sito ufficiale, la Fiorentina lo esonera a causa del suo comportamento, dopo alcune dichiarazioni del tecnico contro la società a riguardo delle clausole contrattuali. Liberatosi dal club viola senza il pagamento della clausola di rescissione da 5 milioni di euro, il 15 novembre 2015, subentrando al posto dell’esonerato Walter Zenga, diventa il nuovo allenatore della Sampdoria, firmando con la sua ex squadra un contratto valido fino al 30 giugno 2018 con uno stipendio da 800.000 euro per il primo anno e 1,4 milioni di euro per gli altri due più bonus (150.000 euro per il piazzamento in Europa League, 300.000 in Champions League e 300.000 per la vittoria della Coppa Italia) e con una clausola di rescissione da 1,5 milioni di euro. Esordisce sulla panchina blucerchiata il 22 novembre 2015 nella partita persa 1-0 contro l’Udinese. Dopo le quattro sconfitte tra Serie A e Coppa Italia, trova i primi punti contro la Lazio il 14 dicembre (1-1) e la prima vittoria contro il Palermo il 20 dicembre (2-0). La stagione si rivela molto complicata per la Sampdoria guidata da Montella, che alla fine si salva e ottiene il 15º posto in classifica con 40 punti. Il 28 giugno 2016 il Milan annuncia l’ingaggio di Montella come nuovo allenatore rossonero, con decorrenza a partire dal 1º luglio seguente; il primo mister campano della storia del club firma un contratto biennale, con scadenza al 30 giugno 2018. Alla prima di campionato il suo Milan registra un successo per 3-2 contro il Torino. Il 22 ottobre 2016, a San Siro, batte la Juventus per 1-0 con la rete del giovane Manuel Locatelli. Il 23 dicembre dello stesso anno, sempre contro la Juventus, vince a Doha la Supercoppa Italiana ai rigori. Per l’allenatore campano è il primo trofeo ed il ventinovesimo in 30 anni dell’era Berlusconi.

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