Vittorio Parigini: tanta classe e una capacità innata di vedere la porta

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Caratteristiche invidiabili

La personalità nel calcio fa la differenza. “Bisogna essere campioni soprattutto nella mente”, quante volte abbiamo ascoltato queste parole da allenatori e addetti ai lavori. E’ una verità che riporta il mondo del pallone ad una dimensione più umana. Il calcio insegna a gestire le emozioni, a superare le paure, ad affrontare i problemi. Questi aspetti soprattutto nella formazione di un giovane calciatore contano più della tecnica, della tattica, dei moduli, dei ruoli e dei movimenti. Da una parte gli allenatori e la paura di bruciarli, dall’altra la voglia di strafare o l’ansia da prestazione. “Non è ancora pronto”, è il giudizio ricorrente sui giovani. Vittorio Parigini è l’eccezione. Classe ’96, non ancora maggiorenne, gioca già in Serie B, alla Juve Stabia e può vantare un europeo e un mondiale Under 17. Ma chi è Vittorio Parigini? E’ nato a Moncalieri, in provincia di Torino, ma ha origini meridionali; sua mamma e sua sorella sono di Atripalda, cittadina in provincia di Avellino.

Il colpo a sorpresa del Chievo

Come tanti bambini, vive la sua infanzia con la passione per il calcio e a 4 anni s’iscrive alla Pancalieri, una società dilettantistica. Cresce in questa realtà fino all’età di 10 anni, quando è monitorato dai radar del Torino. Galeotta fu l’e-mail che Silvano Benedetti, responsabile della scuola calcio Torino invia al Pancalieri chiedendo un provino per Parigini al centro sportivo del Toro. Il divario d’età non ferma Vittorio che fa vedere le sue qualità: grande forza fisica, buona tecnica, accelerazione ed esplosività. Le caratteristiche che convincono Zoratto a puntare su di lui per la fascia destra, quella in cui s’alterna spesso con il napoletano Tutino, sia all’Europeo perso dall’Italia solo ai rigori in finale contro la Russia che al Mondiale. Prima di Zoratto, Parigini alla final eight del campionato Primavera aveva incantato gli osservatori di Inter e Manchester City che hanno sondato il terreno con il suo agente Giorgio Parretti. Il Toro lo considera una risorsa e non ha mai pensato all’ipotesi di cederlo. Parigini gode della considerazione di Petrachi e Ventura. E’ andato, infatti, quest’estate in ritiro con la prima squadra e al termine della preparazione ha ricevuto una sorpresa inaspettata: la chiamata della Serie B. Fu il ds Petrachi a chiamarlo a rapporto e a comunicargli la proposta della Juve Stabia. Parigini si definì contento e disponibile per quest’avventura ma continuò a lavorare in silenzio aspettando che quello scenario diventi concreto ed ufficiale. Il resto è storia recente e si chiama Juve Stabia.

 

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