Zdenek Zeman: un rivoluzionario al servizio del calcio

zdenek-zeman

Orgoglio e testa alta, sempre!

“Mi considero un uomo pro. Vorrei tutto bello, tutto carino, tutto giusto. Sono contro quello che è sbagliato, e ce ne sono tante di cose sbagliate”. La visione del calcio di Zdenek Zeman è perfettamente racchiusa in questo periodo, a testimonianza di quanto la sua filosofia sia strettamente connessa al suo modo di stare al mondo, sempre con orgoglio e testa alta, mai al di sopra delle regole. Il tecnico boemo non ha mai negato che il modello da cui ha tatto tanti dei suoi dettami calcistici è stato Stefan Kovacs, allenatore della Steaua Bucarest e dell’Ajax tra 1967 e il 1973. Quest’ultimo ha inserito per la prima volta le qualità del singolo all’interno di un collettivo, e quindi di un sistema di gioco unitario, caratterizzato dalla gioia di lavorare insieme come gruppo.

Il 4-3-3 votato all’attacco di Zeman

Secondo la prospettiva zemaniana il 4-3-3 rappresenta il modulo più azzeccato, tanto da aver caratterizzato tutte le compagini in cui ha allenato, perchè permette di coprire perfettamente il rettangolo di gioco sia in lunghezza che in larghezza, grazie alla costante presenza di un numero di giocatori adeguati al fine di evitare spiacevoli situazioni di inferiorità o squilibrio. Il principio attorno al quale si snodano le sue geometrie è che la miglior difesa è l’attacco, apparentemente un luogo comune, in realtà un vero e proprio dogma per il ceco. Nel calcio moderno si tratta di un principio che trova ben poco riscontro pratico, vista la dimensione difensiva assunta progressivamente da questo sport nel corso del tempo. A vincere non è infatti chi segna più goal ma chi ne subisce di meno, fattore che rende molte partite stillicidi noiosissimi per tutti i 90′, supplizio a cui non si assiste mai, nel bene e nel male, quando in campo c’è una formazione di Zdenek. Quest’ultimo prende in considerazione un aspetto che passa spesso in secondo piano, ossia la gioia e l’emozione provata dal pubblico pagante nell’assistere all’evento.

Foggia di Zeman: spettacolo allo stato puro

foggia-di-zeman

Non è sufficiente, in questo senso, che si porti a casa il successo se non si è lasciato alcuno spettacolo alle persone che hanno preso parte all’evento, quasi alla pari di un libro di cui non rimane nulla una volta arrivati alla conclusione. Le sue idee richiedono chiaramente grande applicazione e sacrificio, spesso infatti i suoi metodi sono stati criticati, tuttavia tantissimi giovani del panorama internazionale devono la loro originaria fortuna proprio al tecnico boemo, non di rado incapaci di ripetere successivamente le medesime gesta. Zeman, per sua stessa ammissione, non sarà mai ricordato ai livelli di Capello o Lippi, ma nell’immaginario collettivo chi ha avuto la fortuna di assistere al Foggia di Zeman, tanto per citare un esempio, ha avuto la possibilità di cogliere un’esperienza talmente singolare da travalicare il semplice ambito calcistico. Non avrà mai vinto scudetti in Serie A, nemmeno Champions League, ma Zdenek rimarrà sempre nel cuore di chi lo ha amato perchè la gente tornava a casa contenta come lui stesso tiene a ricordare, e scusate se è poco.

A cura di Simone Brugnoli